Piano di zona, ira grillini. Scafati, Corbara, Angri e S. Egidio segnalati all'Anac: "Affido diretto alla ditta con sede legale dal sindaco"

13 Gennaio 2018 Author :  

"L'Anac attenzioni l'operato del Piano di Zona": doppio esposto dagli attivisti pentastellati di Scafati in movimento all'Anac per quanto concerne l'affido diretto fatto ad una ditta impegnata nel settore della comunicazione e anche per il fitto e la gestione del centro anziani di Bagni. In una nota Scafati in movimento allega i due esposti Anac e spiega: "In data odierna abbiamo provveduto a segnalare all'Autoritá Nazionale Anticorruzione, le determine dirigenziali del piano di zona, ovvero le numero 3 del 5 gennaio 2018 e la  numero 5 del 09 gennaio 2018.  All'Anac chiediamo di verificare la correttezza tecnica e procedurale. Gli atti che abbiamo segnalato e su cui chiediamo un parere dall'Anac segnano un inizio d'anno non promettente per quanto riguarda la gestione del piano di zona di cui fanno parte, oltre al nostro comune, anche Corbara, Angri e Sant'Egidio di Monte Albino. Avendo la presenza di una Commissione Straordinaria, quella che guida il nostro comune dopo lo scioglimento per camorra, all'interno del Coordinamento Istituzionale, ci saremmo aspettati un cambio di passo nella gestione. A quanto pare  sembra che nulla sia cambiato rispetto alla gestione "alibertiana" - spiegano i grillini - Abbiamo sempre combattuto un sistema o un metodo , dunque non ci fermiamo anche ora che Aliberti non governa più, riteniamo che la trasparenza sia ancora lontano dall'essere adottata al piano di zona. Si continua con questi affidamenti ben lontani dalla trasparenza e dovuta pubblicità. Abbiamo segnalato oltre le procedure anche i requisiti, da una verifica camerale, la società affidataria della comunicazione istituzionale del piano di zona per un importo di 7 mila euro, risulta tecnicamente "inattiva". Inoltre sarà un caso che risulti ubicata allo stesso indirizzo di un'utenza che fa capo al sindaco di Corbara, Pietro Pentangelo? Chiediamo spiegazioni anche su questo, sia alla coordinatrice Maddalena di Somma che alla Commissione Straordinaria. Ci troviamo dinanzi ad un conflitto di interessi?" . E ancora: "Anche la determina dirigenziale per il contratto di fitto  del centro sociale di Bagni è stata inviata all'Autorità Anticorruzione affinché si possano vagliare la regolarità delle procedure di selezione del locale, inoltre non è allegata  la pubblicazione del contratto e dei termini in essi contenuto, un locale individuato senza una ricerca di mercato che potesse tutelare il miglior interesse a favore della comunità in termini economici.

Intanto sul caso, a giorni arriverà anche la denuncia dell'ex consigliere Fdi Mario Santocchio che ieri in una nota: "Continuano a non convincere i metodi di gestione del piano di zona e della responsabile nominata con decreto sindacale 36/2016 del 09/12/2016, la cui pubblicazione 2016/003255 del 12/12/2016 non riporta il testo all’albo pretorio - spiega - In questi giorni si è proceduto ad un affidamento diretto di circa 7.300 euro ad una cooperativa, Media Leader di Pagani che risulta l’unica interpellata per servizi di comunicazione vari, per alcuni dei quali occorre un giornalista iscritto all’albo. Singolari ed urgenti i tempi, richiesta di offerta del 2 gennaio, offerta del 4 gennaio, contratto stipulato il 9 gennaio. La cooperativa risulta inattiva alla Camera di Commercio, dove è iscritta dal 2016, quindi evidentemente con esperienza limitatissima. Non è dato conoscere nemmeno i tempi di durata dell’incarico, ovvero per quanto tempo si spenderanno i 7.300 euro, visto che la determina pubblicata sul sito del comune di Scafati, a firma della Responsabile Maddalena di Somma, non riporta il dettaglio. Altre perplessità desta l’approvazione dello schema di contratto stipulato per il centro anziani. In primo luogo si pubblica l’atto di approvazione e non l’atto approvato ovvero lo schema di contratto, non consentendo l’effettivo controllo da parte del cittadino ed eludendo in parte gli obiettivi degli obblighi di pubblicazione. Tanto più che l’atto di approvazione non riporta nemmeno gli elementi salienti dello schema di contratto, durata, proroga, etc - si legge - Non convince assolutamente il mancato svolgimento di una qualsiasi procedura di evidenza pubblica concorrenziale come da codice dei contratti pubblici, visto che parliamo di un contratto che supera quasi certamente i 40.000 euro complessivi, e quindi ben oltre la soglia possibile per l’affidamento diretto. Se la durata del contratto, cosa non resa nota, fosse di sei anni + sei anni come da legge l’importo andrebbe calcolato per tutti i 12 anni e quindi sarebbe un contratto da 144.000 euro, oltre eventuali adeguamenti del canone se previsti. Certi metodi non ci convincono a prescindere dalle persone che governano i processi".

 

 




 

 

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