Scafati. Omicidio di Ravello: "Non fu Dipino a uccidere Patrizia"

13 Marzo 2018 Author :  

Solo una minima partecipazione nell’omicidio. Con questa motivazione, i giudici della Corte di Appello e di Assise del Tribunale di Salerno, pur confermando la condanna a carico di Vincenza Dipino, hanno diminuito la pena da 23 a soli 9 anni. Dunque, ad uccidere la rivale in amore non fu lei. Ora a rischiare è Giuseppe Lima, compagno della vittima. La cinquantenne Vincenza Dipino da tre anni e rinchiusa nel carcere di Fuorni. La donna fu arrestata all’indomani della scoperta del cadavere (25 marzo 2015), in una cassapanca di Patrizia Attruia. Fu lei stessa ad accusarsi del delitto.

La sentenza

I giudici della Corte di Assise di Appello (presidente Francesco Verdoliva, a latere e relatore Francesco Siano) nell’emettere la sentenza hanno concesso le attenuanti generiche e la minima partecipazione al fatto insieme Lima, inoltre, sono stati esclusi la preterintenzione e i futili motivi.

Il racconto choc in aula

Vincenza Dipino raccontò di essere stata costretta da Giuseppe Lima (arrestato quasi due anni dopo e per il quale a fine marzo è in programma l’udienza dinanzi al Gup) a caricarsi di tutte le responsabilità di quanto accaduto. Una pressione psicologica che alla fine ha indotto la donna a vestire i panni del reo confesso. Patrizia fu uccisa in serata poco dopo il suo rientro a casa. Alla base della litigata sfociata in aggressione e poi in omicidio vi era l’aver sorpreso il suo compagno a letto con la Dipino. Nacque una litigata che sfociò nell’omicidio di Patrizia. Successivamte vi fu l’occultamento del cadavere nella cassapanca. Fu Giuseppe ad avvisare un impiegato del Comune della morte della donna.

AdMedia

Punto Agro News

PuntoAgronews è un giornale online che si occupa del territorio tra l'Agro Nocerino Sarnese e la Costiera Amalfitana. 

CONTATTACI: 

redazione@puntoagronews.it

Via Nazionale, 84018 - Scafati

Tel. 3285848178

 

 

Publica Blu Trasp2