Salerno. Cade alla casa di riposo, muore in ospedale due giorni dopo: c'è l'inchiesta

15 Ottobre 2018 Author :  

 

Sanità privata accreditata e Terzo settore, i lavoratori della provincia di Salerno in stato d’agitazione. Pasquale Addesso, Pietro Antonacchio e Lorenzo Conte di Cgil Fp Salerno, Cisl Fp Salerno, e Uil Fpl Salerno: “La situazione più critica resta quella dell’Ises di Eboli”.

Le segreterie provinciali di Cgil Fp Salerno, Cisl Fp Salerno, e Uil Fpl Salerno, su mandato delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità privata accreditata e del Terzo Settore di Salerno e provincia, proclamano lo stato di agitazione di tutto il personale del settore, poiché ritengono non più tollerabile lo stato di abbandono in cui versa, attribuibile alle responsabilità di tutte le istituzioni, in primis quelle regionali, che hanno decretato l’imminente sfascio del comparto e determinando la dequalificazione degli operatori che, di contro, contribuiscono con la loro dedizione e professionalità a garantire i livelli essenziali di assistenza e la qualità delle prestazioni sanitarie e socio-assistenziali.

“Grave è l’attuale situazione in cui versa il comparto privato in quanto, benché sottoscritto in data 15 settembre 2010 con l’Aiop a livello nazionale un accordo con le organizzazioni sindacali che prevedeva l'aggiornamento delle retribuzioni dei dipendenti¸ rinviando a livello delle singole regioni la trattativa per l'individuazione dell’una tantum relativa agli arretrati 2006-2010, a tutt’oggi tale adempimento non è stato espletato, mortificando tutto il settore e determinando gabbie e dumping salariale non più accettabili”, hanno spiegato i sindacalisti Pasquale Addesso, Pietro Antonacchio e Lorenzo Conte di Cgil Fp Salerno, Cisl Fp Salerno, e Uil Fpl Salerno. “Inoltre tutti i lavoratori della sanità privata e terzo settore dichiarano la piena solidarietà agli operatori della “Nuova Ises” di Eboli, atteso che a tutt’oggi restano prive di risposte le problematiche di 80 lavoratori della struttura che da oltre tre anni e mezzo sono privi di retribuzioni. Si tratta di avoratori che hanno decurtato il loro trattamento di fine rapporto per creare una nuova struttura e che ha ricevuto tutte le autorizzazioni per l’adeguamento ai requisiti richiesti con parere positivo da parte dell’Asl di Salerno per il rispetto delle precise indicazioni disposte e che da oltre 10 giorni stanno presidiando la sede dell’ente, in quanto non si capiscono i motivi ostativi alla ripresa delle prestazioni e al loro riconoscimento”.

Secondo i sindacati, la Regione Campania, tramite dell’Asl Salerno, dovrebbe far sapere quali sono gli intendimenti futuri, anche alla luce del fatto che, nonostante le difficoltà della struttura, i genitori continuano ad avere fiducia nel loro operato, tant’è che oltre 20 utenti beneficiano delle loro prestazioni, a garanzia della continuità assistenziale, per la fiducia riposta nella professionalità degli addetti, ovvero se i progetti del Governo regionale sono quelli di smantellare, a mano a mano tutto il comparto, costringendolo, per mancati finanziamenti, a morte certa per consunzione.

“Altrettanto gravi sono i ritardi nella sottoscrizione del nuovo contratto di lavoro causati dal fatto che le parti datoriali non intendono finanziarlo con quote, adeguate a garantire almeno gli 85 euro previsti per il rinnovo dei contratti pubblici di settore”, hanno concluso Addesso, Antonacchio e Conte. Pertanto, nel dichiarare lo stato di agitazione del settore a fronte delle gravi criticità denunciate, chiediamo un urgente convocazione da parte della prefettura di Salerno e avviare così la procedura di conciliazione della vertenza”.

 

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