Rifiuti, impianto di Sassinoro: la senatrice Lonardo (FI) scrive al Ministro Costa

16 Novembre 2018 Author :  

"Numerose sono le irregolarita' amministrative, le anomalie e le criticita' ambientali riguardanti la realizzazione dell'impianto, la cui realizzazione e' stata autorizzata dalla Regione Campania con decreto dirigenziale n.5, in data 8 marzo 2018. L'impianto dovrebbe sorgere in un'area ad alta sismicita', oltre che in un corridoio ecologico: il sito di importanza comunitaria -Sic- , dista dal fiume Tammaro meno di 300 metri, su di una rete di acque, sulla cui direttrice ci sono aziende di acqua coltura con certificazione europea e a vocazione alimentare che con ogni probabilita' saranno costrette a chiudere". Comincia cosi' l'interrogazione posta dalla senatrice di Forza Italia, Sandra Lonardo, al ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare, Sergio Costa, inerente la realizzazione dell'impianto di messa in riserva, trattamento e recupero di rifiuti non pericolosi per la produzione di compostaggio, presso la zona Pip di Sassinoro. "Alcuni studi di settore commissionati dai Comitati Civici del territorio del Sannio - scrive Lonardo - hanno dato per quasi certo l'inquinamento di quelle acque dovuto ad una permeabilita' del cemento del pavimento dell'azienda, attraverso microfessurazioni fisiologiche. Il capannone, peraltro, e' posto su di promontorio che diventa un acceleratore di acque, facendole arrivare immediatamente all'interno dell'invaso di Morcone/Campolattaro, che dista solo poche centinaia di metri: queste acque diventeranno potabili e sono gia' stati stanziati dalla regione Campania 250 milioni di euro per portare l'acqua nelle case dei beneventani". "A pochi metri, - prosegue la senatrice - e' presente, inoltre, un geo-sito, che potrebbe essere d'importanza nazionale, emerso da una perizia idrogeologica: l'impianto si trova con molta probabilita' sopra la cosiddetta 'Via Francigena' percorso di pellegrinaggio religioso al vaglio di studi e di un progetto europeo gia' riconosciuto dalla stessa Regione Campania. Il capannone e' posto a 60 metri da abitazioni (secondo le linee guida della stessa regione Campania non deve essere inferiore ai 200 metri), a 700 metri in linea d'aria da asili (ci sono sentenze di Tar in materia in cui stimano distanze minime a 1 km), e a 2 chilometri in linea d'aria dal confine con il Molise". "Nel progetto presentato dalla ditta appaltatrice New Vision Srl - spiega Lonardo - si commenta l'impatto odorigeno con annessa rosa dei venti superiore a 4 chilometri, impatto di cui non si e' tenuto conto by- passando la valutazione d'impatto ambientale- V.I.A.- e non convocando la Regione confinante - il Molise - per un'attenta disamina, che avrebbe di sicuro comportato il diniego dell'autorizzazione. L'area sorge nel Parco Nazionale del Matese e, come recitano i vincoli escludenti, questi insediamenti non possono sorgere in parchi e riserve naturali". "Nostante tutte queste motivazioni, - conclude - il progetto e' stato dichiarato non assoggettabile alla V.I.A. (valutazione d'impatto ambientale) alla V.I. (valutazione d'incidenza) e alla V.A.S. (valutazione ambientale strategica), ma e' stato autorizzato utilizzando l'autorizzazione A.U.A. (autorizzazione unica ambientale) appartenente ad altro progetto, situazione al momento al vaglio della procura della repubblica. Nell'impianto dove saranno convogliati 22.000 tonnellate di rifiuti organici, saranno processati anche fanghi industriali e ceneri ed il materiale prodotto probabilmente non sara' compost di qualita' atto all'agricoltura biologica. Secondo il decreto dirigenziale, il materiale prodotto potra' essere utilizzato in agricoltura, con il rischio concreto di inquinare permanentemente le falde acquifere: il Matese e' il serbatoio di acqua potabile piu' grande del centro/sud. Per tutte queste motivazioni chiedo al ministro Costa se non intenda disporre gli opportuni accertamenti, assoggettando il progetto alle commissioni preposte alla valutazione d'impatto ambientale, alla valutazione d'incidenza ed alla valutazione ambientale strategica".

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