Sarno. Morì a Cava dopo un'operazione ai denti, assolti i medici per prescrizione

10 Gennaio 2019 Author :  

Imprenditore morto durante un’operazione ai denti, la Cassazione assolve i medici. La Corte di Cassazione, sezione penale numero 4, con sentenza pubblicata in data 8 gennaio 2019, ha annullato le condanne ai tre medici dichiarati colpevoli, in doppio grado di giudizio, per il reato di omicidio colposo. La vicenda è relativa al decesso dell’imprenditore solofrano Eugenio Giliberti, molto noto in Irpinia per la propria attività conciaria, il quale nel giugno 2008 si sottopose ad un intervento di implantologia ossea presso la Clinica Ruggiero di Cava de Tirreni, in presenza del dottor Nunzio Buonaiuto,anestesista di Sarno, del dott. De Santis Raffaele di Nocera Inferiore e del dottor Lukacs Stefano, chirurgo napoletano. In quella circostanza, malgrado la conclusione dell’operazione, sopraggiunsero delle gravi complicazioni per il paziente. L’imprenditore 52enne, nonostante il tempestivo intervento dei sanitari e il ricovero d’urgenza presso il Pronto Soccorso dell’ospedale “Santa Maria dell’Olmo”, morì subito dopo essersi sentito male. I tre accusati - poi condannati – avevano fatto richiesta di effettuare una super perizia, ma il Tribunale di Salerno respinse la richiesta e li condannò ad un anno di reclusione oltre al pagamento, a titolo di risarcimento, di 600 mila euro a favore degli eredi di Giliberti. In secondo grado di giudizio, la Corte di Appello di Salerno confermò la sentenza di condanna resa dal Tribunale di Salerno, in data 18.04.2016, nei confronti di Buonaiuto Nunzio, Lukacs Stefano e De Santis Raffaele, in riferimento al delitto di omicidio colposo, in danno del paziente Giliberti Eugenio. In assunto accusatorio, De Santis e Lukas, rispettivamente operatore ed aiuto e Buonaiuto, quale anestesista rianimatore, cagionavano secondo la Magistratura la morte del Giliberti, sottoposto ad intervento chirurgico di innesti ossei con impianti in titanio. In particolare, gli imputati avrebbero omesso di procedere alla estubazione protetta del paziente così da ridurre al minimo il rischio di spasmi glottidei da risveglio, a fronte di intervento eseguito in anestesia totale di lunga durata con prolungata apertura della bocca; e, all'insorgenza di spasmi glottidei, omettevano di eseguire una corretta tracheotomia chirurgica ed eseguivano una inidonea incisione alla base dell'epiglottide, a monte della sede del fenomeno ostruttivo, di talché rendevano inevitabile la morte del Giliberti per asfissia. La Corte di Appello, quindi, condivise le valutazioni espresse dal Tribunale, basate sulla relazione dei due consulenti tecnici del pubblico ministero. Avverso tale sentenza, i tre medici per mezzo dei loro difensori hanno proposero ricorso per Cassazione, la quale con recente sentenza ha cosi deciso "La sentenza impugnata deve essere annullata senza rinvio agli effetti penali perché il reato è estinto per prescrizione. La medesima sentenza viene annullata agli effetti civili, ex art. 622 cod. proc. pen., con rinvio al giudice civile competente per valore in grado di appello, per nuovo giudizio".

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