Vertenza Princes ad Angri: l'azienda insiste sui trasferimenti. Ferraioli: "Ecco una soluzione". Pressing M5S e Pd

11 Gennaio 2019 Author :  
Pressing per un tavolo al Ministero dello sviluppo economico e proposta di non “deportare” i dipendenti della Princes ad Angri anche a costo di offrire strutture confiscate alla camorra alla società, a prezzi sociali, per garantire il mantenimento della sede angrese: è quanto emerso nell'incontro pubblico di oggi pomeriggio presso la casa del cittadino di Angri tra sindacati, vertici aziendali, sindaco Cosimo Ferraioli, i deputati Virginia Villani (M5S), Piero De Luca (Pd) e la senatrice Luisa Angrisani (M5S). Tutti insieme per cercare di trovare un'intesa condivisa in merito alla volontà manifestata dalla multinazionale di trasferire a Foggia 53 impiegati e 2 operai. Nel corso dell'incontro, molto sentito e vissuto con animo teso da parte dei dipendenti, il consulente Di Vuolo della Princes ha fatto emergere la posizione dell'azienda, ancor più chiara in una nota inviata dopo il summit: “ Princes Industrie Alimentari (PIA), azienda italiana leader nel settore della lavorazione del pomodoro in Europa e parte del gruppo internazionale Princes, ha avviato un progetto per rafforzare la propria presenza operativa in Italia attraverso una sede operativa unica a Foggia. Questo processo, che non prevede alcun licenziamento, comporta il trasferimento della gestione operativa e dello staff attualmente con sede ad Angri. Circa 50 dipendenti di PIA lavorano attualmente ad Angri e sono adibiti a operazioni di gestione (amministrative, logistiche, risorse umane, ecc.). Ad ogni dipendente è stato garantito lo stesso ruolo all'interno della nuova organizzazione centrale di PIA a Foggia – si legge nella nota Princes - Tale progetto è quindi funzionale a sostenere e incrementare lo sviluppo del business di Princes nel Sud Italia e a consolidare le condizioni per una presenza forte e resistente nel lungo termine. Con tale finalità Princes sta creando nuovi uffici nel suo sito di Foggia, che continua a ricevere investimenti di capitale per migliorare la propria efficienza produttiva. La concentrazione delle attività presso Foggia garantirà l'integrazione tra produzione e gestione, aumenterà l'efficienza operativa e i livelli di sostenibilità, migliorerà la comunicazione interna e il lavoro di squadra di tutti i dipendenti di Princes in Italia. Queste sono le condizioni positive del progetto che sono state presentate dai rappresentanti di PIA alle Organizzazioni Sindacali firmatarie del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. Con le predette Organizzazioni la Società è impegnata già dallo scorso mese di novembre in un confronto trasparente, che proseguirà nella sede istituzionale del Ministero competente, in ossequio all’obiettivo comune, nel rispetto dei diversi ruoli, di assicurare la migliore realizzazione possibile del citato progetto di rafforzamento”. “Sono vicino ai miei concittadini e ne comprendo la difficoltà di doversi spostare e quella di salvaguardare posti di lavoro – ha detto il sindaco di Angri Cosimo Ferraioli - Non posso che essere contrario alla deindustrializzazione di questo impianto, rischiamo di perdere un'ulteriore parte di ricchezza con 55 professionisti in meno a lavoro nel nostro territorio. Per evitare il rischio di perdere posti di lavori, chiedo all'azienda di trovare una mediazione, elementi di sintesi e di concordia con le parti sindacali e i lavoratori anche con il nostro aiuto. Possiamo cedere all'azienda anche locali per una sede da mantenere ad Angri a costi minori rispetto a quelli attuali: cerchiamo di mediare!”. Presenti all'incontro diverse parti sindacali, tra cui Lucia Pagano della Cisal: “Chiedo alla ditta di soprassedere rispetto a quanto vuole mettere in campo. Molte aziende mantengono il "cervello" lontano da altri reparti, qui vi è alta professionalità. Molti lavoratori non hanno la possibilità di spostarsi a Foggia e non ne comprendiamo i motivi visto che si tratta di scelte che ricadono sulla vita delle persone. Qualcuno si è giocato la carriera politica sulla delocalizzazione aziendale: così di smembrano le famiglie. Salvaguardiamo le professionalità di questo territorio, padre del pomodoro San Marzano sul Sarno, una zona a vocazione specialistica in questo ramp. Noi siamo disponibili a qualsiasi tipo di ragionamento ma chiediamo che l'azienda resti ad Angri. Molti, in caso di delocalizzazione, resterebbero per strada e sarebbero disoccupati pur essendo altamente specializzati”. I sindacalisti infatti parlano di "licenziamento camuffato": come se si stesse facendo di tutto per fargli lasciare il lavoro. Nel corso dell'incontro l'azienda, attraverso il consulente Di Vuolo ha sottolineato che per l'azienda il trasferimento è una scelta irrevocabile. Sul caso la Senatrice Luisa Angrisani, M5S: “Siamo stati ad Angri per un ulteriore incontro al fine di evitare la delocalizzazione della sede amministrativa della multinazionale Princes LTD da Angri a Foggia. È in ballo il futuro lavorativo di 55 dipendenti dell'Agro Sarnese Nocerino-dichiara la sua. Bisogna evitare un ulteriore depauperamento delle risorse lavorative in un territorio come il nostro, già alle prese con grandi emergenze occupazionali-continua la senatrice-. Interesseremo il Ministero del Lavoro e dello Sviluppo Economico affinché si trovi una risoluzione alla vertenza tra lavoratori, sindacati e azienda" conclude la Senatrice. Sulla scia, la deputata Virginia Villani del MoVimento 5 Stelle: “Come Movimento 5 stelle ci faremo portavoce delle istanze dei lavoratori di istituire un tavolo di discussione sulla vertenza presso il Ministero dello Sviluppo Economico per salvaguardare le eccellenze professionali del territorio dell'Agro Sarnese Nocerino. Chiediamo all'azienda di fare un passo indietro rispetto al trasferimento di massa di questi lavoratori sposando e sostenendo concretamente anche la proposta del Comune di Angri di mettere a disposizione locali comunali a costi sociali” conclude l'on. Villani (M5S). Infine, il deputato Piero De Luca (Pd): “Io ho l'impressione che questo sia un licenziamento camuffato, che l'azienda voglia deportare con la forza questi lavoratori mettendoli a scegliere tra lavoro e famiglia. Noi vogliamo vederci chiaro sui motivi: diteci la verità. Qui non si sta trasferendo nulla, si sta chiudendo un impianto industriale in un territorio dove non ci sono altre chances lavorative, noi saremo sempre dalla parte dei lavoratori e vogliamo che siano garantiti tali impieghi”.

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