Brexit, sì del governo britannico all'intesa. May: 'Non è stato facile'

15 Novembre 2018 Author :  

Il governo britannico ha deciso "collettivamente" di adottare la bozza d'accordo sulla Brexit definita a Bruxelles. Lo ha annunciato la premier Theresa May dopo 5 ore di riunione con i suoi ministri, precisando che non è stata una decisione "leggera", ma difendendo il testo come il migliore possibile "nell'interesse nazionale". Secondo May, la bozza consentirà a Londra di "recuperare il controllo", mentre l'alternativa sarebbe stata "tornare alla casella numero 1" e rischiare di non attuare il mandato referendario.

Questa mattina prima delle 8 il capo negoziatore Ue per la Brexit Michel Barnier incontrerà il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk per informarlo dei "progressi decisivi" fatti sull'accordo di addio. Questo apre la strada per la convocazione del vertice Ue a 27 per dare l'ok all'intesa sul ritiro ordinato della Gran Bretagna dall'Ue. Barnier non ha fatto date, ma quella finora ipotizzata dal premier irlandese è per domenica 25 novembre. Barnier, dopo aver visto Tusk, andrà a Strasburgo dove il Parlamento europeo è riunito in plenaria per informarlo degli ultimi sviluppi. È infatti necessario anche l'ok dell'Aula per avallare l'accordo sulla Brexit.
E' "una tappa determinante per concludere questi negoziati", afferma il capo negoziatore Ue Michel Barnier. "Sono stati fatti progressi decisivi" per un "ritiro ordinato" della Gran Bretagna dall'Ue e per gettare le basi per "la relazione futura" tra le due, ha sottolineato Barnier. "Resta molto lavoro da fare, il cammino è ancora lungo e difficile", aggiunge il capo negoziatore Ue.

"Ogni membro del gabinetto che è un autentico Brexiteer deve dimettersi subito o non sarà più attendibile, questo è il peggior accordo della storia", così su Twitter l'europarlamentare euroscettico britannico Nigel Farage.

Circa un terzo dei ministri del governo britannico si è espresso contro la bozza d'intesa, riferisce la Bbc citando fonti secondo le quali fra 9 e 11 componenti del gabinetto hanno manifestato riserve durante la discussione, alcuni con particolare foga come la titolare del Lavoro, Esther McVey. I media non escludono le dimissioni di alcuni di loro, anche se stasera non sono emerse finora intenzioni del genere. Mentre sottolineano come fra i ministri dichiaratamente 'brexiteers' solo Michael Gove, capofila della piattaforma pro Leave nella campagna referendaria del 2016, abbia parlato apertamente a favore della proposta avanzata dalla premier. Fra gli ex ministri degli Esteri, Boris Johnson è tornato da parte sua a denunciare l'accordo come "totalmente inaccettabile per chi tenga alla democrazia". Mentre William Hague, già leader Tory, si è schierato con May avvertendo che silurarne la linea negoziale significherebbe "non avere affatto una Brexit".

L'annuncio di un accordo è ''positivo ma restano numerose difficoltà e il processo della Brexit continuerà ancora per diverso tempo'', afferma l'agenzia di rating Moody's, sottolineando che l'annuncio dell'intesa è un ''passo positivo, ma è ben lontano dal mettere fine al processo'' della Brexit. ''Gli sviluppi al Parlamento britannico saranno decisivi'': se non sosterrà l'accordo e ''in assenza di ulteriori sviluppi, l'Ue e la Gran Bretagna si avvieranno verso una Brexit no deal per default''.

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