Spettacolo: “fattarielle e ‘nciuce”. Il grande Verdone e il suo primo film "Un sacco bello"

13 Gennaio 2018 Author :  

di Francesco Apicella

Nei giorni scorsi in tutte le sale cinematografiche italiane “Benedetta follia”, l’ultimo film di Carlo Verdone, uno degli attori, nonché regista, soggettista e sceneggiatore, più apprezzati e più amati del cinema italiano. Il suo esordio nel mondo del cinema, dopo il grande successo ottenuto coi suoi numerosi personaggi , da lui inventati  e interpretati, nella trasmissione televisiva di Rai 1“Non stop”, negli anni ’77-’78, avvenne nel 1980 con il film “Un sacco bello”, prodotto dal grande regista italiano Sergio leone. Guardandolo in tv, Leone capì subito che quel ragazzo aveva delle grandi potenzialità artistiche e che, sicuramente, avrebbe fatto strada nel mondo del cinema. “Mi ricorda un po’ il primo Sordi” disse in seguito “un comico di volta in volta cinico e candido, coatto e generoso”. E Leone aveva un grande intuito nello scoprire i veri talenti, basti pensare a come valorizzò, nei suoi western all’italiana, il bravissimo Clint Eastwood che, prima di girare con lui, era un attore quasi sconosciuto. Carlo aveva avuto numerose proposte dal cinema per girare il suo primo film ma aveva sempre rifiutato i numerosi inviti dei vari produttori. A Leone, però, che stimava moltissimo e di cui  aveva visto tutti i film, non seppe dire di no.” Ai soldi penso io” gli disse Sergio “tu pensa a girarlo, io ti starò sempre vicino, non ti mollerò mai durate le riprese del film”. E, per aiutarlo nella direzione del suo primo film, lo invitò per qualche giorno a casa sua per un corso accelerato di regista. “Ho imparato più cose in quelle ore passate con Leone che negli anni passati al Centro sperimentale, dove ho preso il diploma di regista” ha sempre raccontato  Carlo. La notte che precedette il primo ciack Verdone non riusciva a chiudere occhio, per l’ansia e la preoccupazione e Sergio, che c’era già passato, lo sapeva.”A mezzanotte suona il citofono” racconta Carlo con grande emozione “sento mia madre che urla:” Carlo c’è Sergio Leone giù, dice se scendi”. Stava sotto il portico, mi fissò col suo sguardo sornione :”Non riesci a dormire, vero?” Allargai le braccia. “E che non lo so, Ci siamo passati tutti, andiamo a fare un giro” mi fece. Camminammo per più di un’ora e mezza e lui mi parlò delle sue prime esperienze come assistente alla regia e, poi, come aiuto regista, prima di passare alla sua prima regia. La mattina, alle sette in punto, era di nuovo sotto casa mia, pronto per il primo giorno di riprese. Era venuto lui anziché l’autista. Sono episodi questi che non dimenticherò mai: un grande uomo pieno di premure verso un esordiente”. Leone fu una presenza fissa sul set di “Un sacco bello”, una specie di Angelo custode, severissimo e, qualche volta, collerico; fu sempre accanto a Carlo per insegnargli delle piccole, grandi cose sul cinema e sulla vita e per evitare che, essendo inesperto, potesse fare qualche “fregnaccia” nel girare. In una scena Verdone, nei panni del bullo ammalato di solitudine, doveva uscire da una doccia caldissima, per simulare una faccia da doccia ad alta temperatura , sudata e arrossata, Leone gli disse di farsi di corsa tre giri dell’isolato e, poi, di presentarsi sul set. Ma, poiché era d’estate e faceva un caldo terribile, Carlo pensò di fare il furbo, percorse un mezzo isolato a piedi , senza stancarsi e poi si ripresentò da Leone, fingendo di avere il fiatone per la corsa che aveva appena fatto. Sergio lo scrutò da capo a piedi e, poi, gli chiese:” Hai corso,eh!”. E Verdone di rimando:”Sì, sono tutto sudato!”. Leone,  che era stato, per tutto il tempo della presunta corsa di Carlo, affacciato alla finestra e non lo aveva visto passare coi suoi tre giri, gli mollò un sonoro ceffone “E , adesso, riscendi giù e fai davvero quei tre giri dell’isolato” gli intimò in tono perentorio. Verdone non disse una parola, incassò il colpo e si mise a correre per davvero. E, ancora oggi, ricorda con affetto quell’episodio ed è grato al grande Leone per avergli dato, con quello schiaffo, una preziosa lezione di vita  e per aver dato il primo imput alla sua fortunata e prolifica carriera. Caro Carlo, tantissimi in bocca per il tuo nuovo film che, sono sicuro, sarà ancora una volta un grande successo. 

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