Qualcosa bolle in pentola nelle Fonderie Pisano, dopo decenni di emissioni altamente inquinanti nell’aria, nell’acqua e nel terreno e dopo tante battaglie da parte di cittadini e attivisti del Presidio guidati dall’incorreggibile Martina Marraffa. Una task force composta dai magistrati Maria Carmela Polito, Roberto Penna e Marco Silvio Guarriello, insieme a uomini della Guardia di Finanza, Digos, Arpac e Asl che hanno raccolto elementi utili per il proseguimento delle indagini. Un blitz durato circa tre ore come non è mai avvenuto in tanti anni, sono stati setacciati capannoni e il Parco Urbano dell’Irno. Una situazione che ha fatto saltare i nervi a qualche operaio che, per l’ennesima volta, ha tentato di aggredire fisicamente la dottoressa Marraffa. “Stamattina un operaio, senza ritegno, avanti alla telecamere accese, mi ha minacciata in malomodo... e se non fosse stato per i suoi colleghi che lo hanno trattenuto, mi avrebbe aggredita fisicamente. Cose di ordinaria amministrazione... Adesso sono passati a minacciarci pubblicamente. Certo non hanno paura di nulla. Tanto, le spese legali, si sa, le paga la famiglia Pisano”, ha dichiarato Martina.
"E' la prima volta che i magistrati effettuano un gesto del genere – ha detto Lorenzo Forte, presidente del Comitato Salute e Vita -. Per noi si tratta di un momento storico. Con loro, questa mattina, anche la Guardia di Finanza". Durante il sopralluogo nel Parco Urbano gli attivisti del Presidio avrebbero riscontrato una manomissione delle prove: dove fino a due settimane fa c’erano mucillagini di colore rosso, come testimoniano decine di foto e filmati, tutto è scomparso e sembra essere stato ripulito. Ma basterebbero dei carotaggi seri e profondi per portare a galla la verità. Da alcuni giorni gli attivisti del Presidio hanno smontato la loro tenda azzurra dinanzi ai cancelli delle Fonderie Pisano, ma la loro battaglia continua.
Per l'inchiesta e i controlli di ieri, sei persone sono state iscritte nel registro degli indagati.