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Agro/Pompei. Canale San Tommaso, adesso parla l'Arcadis | L'INTERVISTA

28 Aprile 2016 Author :  

Dopo venti anni di attese, promesse non mantenute e lavori mai portati a termine diventa difficile riuscire a pazientare ancora. Ma l’unica soluzione legale per mettere fine al calvario delle migliaia di persone che abitano nei pressi del torrente San Tommaso si chiama Sub collettore 1: un’opera mastodontica che potrebbe essere portata a termine entro il 2018, a patto che tutto proceda per il meglio e senza intoppi. Una data che sembra una sconfitta, un colpo allo stomaco per i cittadini costretti a respirare le putride esalazioni provenienti dal torrente discarica, eppure qualcosa sembra finalmente muoversi, quantomeno negli uffici dell’Arcadis. E’ da qui che dovranno ripartire i lavori interrotti tempo fa, da qui sorge l’unica risoluzione del problema ed è qui che bisogna capire il come, il dove e il quando di un annoso problema cui bisogna mettere fine, ad ogni costo e quanto prima, e su cui il consigliere Mimmo Casciello si è sempre impegnato in prima persona mettendoci la faccia.
L’Agenzia Regionale Campania per la Difesa del Suolo rischia di subire una riorganizzazione, forse di essere smantellata, e veder cedere progetti e lavori ad altri enti o nelle mani dei Comuni. Ma al suo interno, nonostante tutto, ci sono professionisti che lavorano senza mai fermarsi, per di più con contratti da precari. Tra questi anche l’ingegnere Massimo Mariconda, funzionario dell’Arcadis e designato direttore dei lavori del collettore Sub 1, ci illustra passo passo e in ogni minimo dettaglio questo progetto di non semplice realizzazione.

“E’ un progetto di completamento ed è stato elaborato a seguito della risoluzione contrattuale del vecchio appaltatore. L’appalto, riguardante la progettazione esecutiva e la relativa esecuzione veniva aggiudicato nel 2010 all’impresa Giovanni Malinconico SpA, ma non si poté procedere alla stipula del contratto per problemi di interdittiva antimafia. Dopo varie e complesse vicissitudini amministrative e giudiziarie è stato nominato un amministratore giudiziario della suddetta Impresa e finalmente il contratto è stato sottoscritto ad agosto del 2015. Immediatamente il Responsabile del procedimento ha disposto all’appaltatore l’avvio della progettazione esecutiva per il tramite dell’Amministratore giudiziario. Il progettista entro i termini previsti, ha consegnato la progettazione esecutiva recependo, tra l’altro, tutta una serie di indicazioni connesse alla rete fognaria di Scafati, il cui lavoro è in corso di esecuzione, e anche per tener conto di interferenze ed ottimizzazioni connesse alla realizzazione del “Grande Progetto Sarno”, con particolare riferimento a quelli che sono i reflui che vengono individuati ed intercettati lungo via del Polverificio, che passa vicino al canale Bottaro”.

In cosa consiste precisamente il progetto collettore Sub 1?
“Il progetto si compone di un canale fognario, denominato Collettore D, che serve per intercettare e convogliare a depurazione le acque reflue della rete fognaria di Angri, circa il 70%, Corbara nonché il 30% della rete fognaria di Sant’Egidio. Il collettore D, in sintesi, corre parallelamente al torrente San Tommaso ed è un tronco fognario che costituirà il recapito finale della rete fognaria di Corbara, di una parte della rete fognaria di Sant’Egidio e una parte della rete fognaria di Angri. Il problema del Canale San Tommaso è atavico, perché i miasmi in gran parte sono connessi, con ogni probabilità, a sversamenti nel canale dei reflui non trattati, che dovrebbero essere intercettati dalle reti fognarie comunali per essere poi convogliati, tramite il Collettore D, all’impianto di depurazione di Scafati dove verranno depurati. L’intervento si comporrà anche di altri due rami che servono per intercettare i reflui di Scafati e un altro ramo per i reflui di Pompei. Questi quattro rami concorrono alla formazione della rete dei collettori Sub 1. L’importo dei lavori è di circa 11 milioni di euro. Allo stato il progetto è in fase di verifica, perché la legge impone che il progetto esecutivo redatto dall’offerente prima di poter procedere alla consegna dei lavori”.

A che punto sono i lavori e quanto tempo sarà necessario per portarli a termine?
“Al momento, come già detto, il progetto è in fase di verifica da parte del gruppo di tecnici interni nominati dell’Amministrazione. Dopo la verifica l’amministrazione procederà all’approvazione del progetto e alla successiva consegna dei lavori. Per cui ritengo che nel giro di un mese o un mese e mezzo i lavori potranno essere consegnati. Ovviamente prima che i lavori vadano a regime occorre che l’Impresa proceda alla fase di incantieramento, predisponga le aree di intervento ed avvii tempestivamente il piano di approvvigionamento dei materiali necessari per la realizzazione dell’opera. Il lavoro avrà una durata contrattuale di due anni e necessiterà dell’impiego contemporaneo di più squadre di lavoro. Se a fine maggio o metà giugno verranno consegnati i lavori significa che gli stessi dovrebbero concludersi entro agosto 2018, salvo imprevisti. Ricordo che operiamo in un contesto difficile, dove c’è una falda molto alta e numerosi sottoservizi interferenti, anche di notevole importanza, che devono essere spostati preventivamente dagli Enti gestori. E’, peraltro, un’opera complessa dal punto di vista ingegneristico; è prevista oltre alla realizzazione di nuove condotte fognarie di grande diametro, la riabilitazione idraulica e sistemazione di opere esistenti e solo parzialmente eseguite durante il precedente appalto. Sono previste tecnologie esecutive poco impattive sia per minimizzare i disagi in ambito urbano che per ridurre al minimo le interferenze esistenti ( siano essi sottoservizi o opere di attraversamento)”.

Al termine dei lavori il problema sarà definitivamente risolto?
“L’obiettivo del progetto è quello di offrire entro due anni e mezzo questa rete di collettori e dare ai Comuni di Pompei, Scafati, Angri e Sant’Egidio la disponibilità dei punti a cui allacciare le reti fognarie inviando i corrispondenti reflui a depurazione. Nel momento in cui verrà completato l’intervento e gli enti gestori completeranno il piano di allacciamento alla fogna delle utenze private ci sarà un notevole beneficio, pur consapevoli che potranno restare zone comunali non servite da fognatura, ove sarà compito degli Enti gestori effettuare una programmazione di estendimento del servizio fognario. Agli organi preposti alla vigilanza verificare, ora come a regime, il corretto smaltimento dei reflui censendo ed eventualmente eliminando eventuali scarichi abusivi”.

Ma qualora l’Arcadis venga riorganizzata o addirittura soppressa, cosa accadrà?
“Non si sa se l’Arcadis verrà soppressa o accorpata ad altro ente. Di certo noi tecnici assicureremo il nostro pieno impegno e professionalità auspicando che ci sia una continuità tecnico-amministrativa perché bisogna fare tesoro delle esperienze tecniche maturate sul campo oltre che della acquisita conoscenza dei luoghi, requisiti indispensabili per raggiungere l’obiettivo. Noi tutti dipendenti dell’Arcadisci auguriamo che le nostre competenze non vengano disperse aldilà delle sorti dell’Ente, considerato che l’ Ambiente, tra cui rientra il disinquinamento delle acque ed i dissesto idrogeologico, è stato dalla Regione Campania considerato uno dei principali settori di investimento nell’ambito della programmazione delle nuove risorse europee e nazionali”.

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