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Fonderia Pisano, gli operai alzano la voce

14 Maggio 2016 Author :  

Il caso delle Fonderie Pisano sta scuotendo la città di Salerno e investendo con la ciclicità di un boomerang le elezioni amministrative che da qui a breve si svolgeranno nel capoluogo. Una patata bollente che tutti stanno bollendo ma che nessuno vuole avere tra le mani, con il sospetto che il classico vuoto politico e istituzionale trovi sfogo nell’ormai storica guerra tra poveri. Oggigiorno vivere con il rischio di perdere un lavoro significa avere una spada di Damocle pronta a decapitare quanto costruito per una vita intera, perché sostenere una famiglia in pace e serenità è diventato un lusso di pochi e come al solito è la classe operaia a farne le spese. Nella zona intorno alle Fonderie Pisano sono decedute centinaia di persone negli ultimi decenni, troppi casi che lasciano troppi dubbi circa il livello di sostenibilità ambientale nella zona di via dei Greci e dintorni, ma finora è stato difficile appurare le cause di tali decessi da parte di magistratura e istituzioni addette. Del resto il cancro è un male oscuro che prende forma e uccide senza mai sapere, nella gran parte dei casi, dove e come abbia preso origine. Se la famiglia Pisano è responsabile di un tale crimine dovrà stabilirlo la Giustizia, ammesso che abbia la volontà e le capacità di trovare le prove scientifiche.
Finora i lavoratori della Fonderia Pisano hanno taciuto dinanzi al susseguirsi dei fatti, ma nel giorno della manifestazione hanno deciso di esprimere quantomeno il loro parere alla stampa, in qualità di operai e padri di famiglia, che non puntano il dito contro nessun cittadino, ma contro quella parte della politica che ancora ritarda l’iter per la delocalizzazione dell’azienda.

"Buongiorno, sono Michele, o forse Andrea, o ancora Gerardo, sono un uomo, un padre di famiglia e sono un operaio delle Fonderie Pisano! Scrivo queste righe perché mi vedo costretto a dover difendere mio mal grado la mia dignità di uomo e di onesto lavoratore dalle continue ingiurie e diffamazioni che in questi mesi hanno investito l’azienda per cui lavoro ma soprattutto hanno travolto le nostre vite – si legge nel comunicato degli operai della Fonderia Pisano -. In queste settimane su di me, sui miei colleghi e sull’azienda per la quale lavoriamo sono state dette tante e tante bugie, bugie che hanno investito non solo noi lavoratori ma anche le nostre famiglie. Siamo stati definiti schiavi, assassini, criminali, gente senza scrupoli che per pochi spicci si vende ai voleri del padrone per perpetrare danni all’ambiente e alle persone. Ma stiamo scherzando? Io sono un onesto lavoratore che ogni giorno varca i cancelli non di un’azienda ma di una seconda casa perché noi in fonderia siamo un’unica grande famiglia”.

Il caso della Fonderia Pisano ha riscosso tanto clamore che se ne parla perfino tra i ragazzini a scuola: “Mio figlio l’altro giorno a scuola ha fatto a ‘botte’ con un compagno perché questi aveva definito me, suo padre, un assassino camorrista. Mio figlio è tornato a casa in lacrime chiedendomi perché quella gente ce l’avesse tanto con noi. Già, me lo chiodo anch’io. Su di noi operai e sulle fonderie Pisano è stato detto di tutto e di più! E la storiella che qualcuno vuole aiutare noi operai non me la bevo, è un immensa bugia! Non puoi screditare il mio datore di lavoro e poi dire che invece vuoi aiutare me operaio. Non esiste imprenditore senza operaio cosi come non esiste operaio senza imprenditore… Ma veramente voi credete che uno di noi, un mio collega, un padre di famiglia il cui più grande desiderio sia quello di veder crescere i propri figli abbia potuto permettere che nell’azienda in cui lavora si sia potuto bruciare dell’amianto emettendo quei valori tossici nell’aria e facendoli respirare ai propri figli…?”.

Gli operai dell’azienda Pisano non si ritengono responsabili dei tanti casi tumorali in zona e non accettano accuse fino a quando non saranno scientificamente provate:

Le fonderie inquinano‘?! É tutto da dimostrare, le fonderie hanno causato danni ambientali‘? Si è innocenti fino a prova contraria. Le fonderie hanno causato malattie tumorali‘? Si facessero avanti coloro che lo sostengono, portino le certificazioni e le attestazioni firmate da un medico e non lo dicano loro perché l’unico scopo che hanno da perseguire è arrivare ad un risarcimento del danno. Con tutto il rispetto per chi purtroppo ha dovuto combattere o sta combattendo contro il male del secolo, lO NON SONO COLPEVOLE DELLA LORO MALATTIA.
Si chieda alle istituzioni di approfondire il discorso della radioattività del radon, si chieda agli organi competenti di approfondire il discorso dell’inquinamento dovuto agli scarichi delle automobili (ad oggi riconosciute come causa certa di malattie tumorali), si faccia anche un mea culpa perché se fumi e ti viene il cancro ai polmoni non puoi prendertela con le fonderie, si facciano fare le analisi nei propri terreni dove da tempo si coltivano ortaggi e si allevano animali senza alcun controllo, si cerchino le vere responsabilità. lo insieme ai miei colleghi chiediamo solo di poter continuare a vivere le nostre vite in santa pace! Per il resto fate lavorare le istituzioni, fate lavorare la magistratura e mi permetto di rivolgere un appello ai politici: non potete schierarvi da una parte o dall’altra, il vostro compito è di essere super partes ma soprattutto avete l’obbligo morale ed istituzionale di dare delle risposte vere e concrete. Noi abbiamo bisogno della delocalizzazione, è questo quello in cui dovete impegnarvi – conclude la lettera -, le marce fatele la domenica o il 21 settembre dietro a San Matteo!"

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