Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha visitato oggi gli Scavi di Pompei per presenziare all’inaugurazione della mostra «Mitoraj a Pompei». Il Capo dello Stato, accompagnato dal ministro per i Beni Culturali Dario Franceschini, è arrivato a bordo di un’auto a Villa dei Misteri. Il programma iniziale prevedeva anche una visita nell’area archeologica e alle domus - Efebo, Menandro, Paquio Proculo, tra le altre - lungo via dell’Abbondanza, ma la forte pioggia ha determinato una variazione del programma: il Capo dello Stato, quindi, è stato accolto nell’auditorium dove ha simbolicamente inaugurato la mostra. É stato il ministro Franceschini ad aprire la cerimonia: «E una giornata importante per Pompei, che e’ un luogo in cui la collaborazione tra le istituzioni ci ha consentito di mostrare che lavorando assieme il quadro cambia. Ci sono 43 cantieri completati e 27 in corso. L’anno scorso ci sono stati 3 milioni di visitatori. La visita del presidente Mattarella avviene per l’inaugurazione della mostra di Mitoraj, artista che ha scelto di vivere nel nostro Paese». Poi ha aggiunto: «I miei predecessori hanno dovuto sempre giustificare i tagli per la cultura. Noi abbiamo riportato il finanziamento sopra i 2 miliardi». «La mostra di Mitoraj e’ una straordinaria combinazione tra antichita’ e modernita’ - ha detto Mattarella - la cultura non ha tempo ne’ confini. E’ motivo di rammarico che Mitoraj sia morto prima di vedere realizzato il suo sogno. La mostra consente di valorizzare uno straordinario sito come Pompei». Durante la sua visita, il Capo dello Stato ha anche rilanciato il tema dei beni culturali. «Il nostro Paese ha il piu’ grande patrimonio artistico del mondo ed e’ nostro dovere salvaguardarlo. Un dovere sia nei confronti della nostra storia che del nostro futuro - ha rilevato il Presidente - ogni investimento per la cultura è speso anche ai fini della crescita del nostro Paese. Questo sito, come tutto ciò che viene prodotto dalla cultura, ha una grande ricaduta per l’intera società anche di carattere economico. Gli investimenti che si fanno nella cultura non sono solo un dovere di qualità della vita sociale ma provocano una ricaduta di crescita economica». In chiusura, elogiando gli Scavi, Mattarella aggiunto: «Pompei è bella anche quando piove. Un augurio su Napoli? Costantemente». La mostra: Una «straordinaria combinazione tra l’antichità e la contemporaneità».Così Mattarella ha definito le opere di Igor Mitoraj. Una mostra che «comporta un ulteriore beneficio, consente di valorizzare questo straordinario sito che è Pompei che non a caso dopo il Colosseo e Fori imperiali è tra i più visitati». Una collocazione, le statue gigantesche in bronzo, che per Mattarella «sembra assolutamente naturale, probabilmente qualcuno verrò ingannato, penserà che sono opere di allora perché la cultura non ha tempo e confine». E ancora: «E questa è la straordinaria emozione che si prova, questa integrazione tra arte antica e arte moderna, tra questa straordinaria città di duemila anni addietro e questo artista dei nostri tempi». Il Presidente della Repubblica ha poi lasciato gli Scavi di Pompei e ha raggiunto la Basilica dedicata alla Beata Vergine del Santo Rosario per una visita privata. Il Capo dello Stato è stato accompagnato dall’arcivescovo Tommaso Caputo e dal rettore del Santuario, don Mocerino. Entrato in chiesa al termine della messa, Mattarella ha ricevuto gli applausi di alcuni fedeli che si trovavano nel Santuario. Monsignor Caputo gli ha accennato brevemente la storia del Santuario e del suo fondatore, il beato Bartolo Longo, che il Presidente già ben conosceva. Ha mostrato, altresì, di essere al corrente anche delle numerose opere sociali fondate da Bartolo Longo e sostenute, ancora oggi, dal Santuario. Giunto ai piedi del quadro della Vergine, si è soffermato per una breve preghiera. Ha, poi, visitato la Cappella e, nella Sala Offerte, ha ammirato alcuni oggetti appartenenti alla mostra “Per Grazia Ricevuta”, allestita, in contemporanea, anche presso l’Antiquarium del sito archeologico. Durante la breve visita, il Presidente prima di uscire dalla Basilica ha voluto fermarsi nuovamente a venerare il quadro della Madonna. L’arcivescovo ha donato al Capo dello Stato alcune pubblicazioni sulla Basilica e sul Fondatore, un’immagine della Vergine e una corona del Rosario, cuore della spiritualità del Santuario.