Area PIP sempre più solo una discarica. Decine di tonnellate di materiale di risulta provenienti dal settore edilizio e non solo, sarebbero stati sversati e smaltiti irregolarmente nei pressi del depuratore del Medio Sarno, nonostante la zona sia sorvegliata in due punti dalle telecamere di sorveglianza del Comune di Scafati.
In questi giorni contemporaneamente allo sversamento, ignoti hanno anche portato via tre delle cinque telecamere che sorvegliano la zona. Questa volta la causa del mancato rispetto delle più elementari norme ambientali non è la !sempre accusata” Helios, la società titolare del grande sito di stoccaggio che si trova in via G. Ferraris, ma è dovuta soprattutto alla mancata sorveglianza del territorio, una poca attenzione che in questi giorni ha agevolato un presunto smaltimento illecito di materiali provenienti da scavi e demolizioni.
IL PIP MANCATO - Nella zona in cui è previsto il Piano di Insediamento Produttivo, vi è un'ampia area che nel tempo è diventata percorribile grazie anche ai continui scarichi di materiali edili, il percorso così creato, divenuto carrabile, collega due strade, via Ferraris e via Calvanese. L'area, in cui sorge anche il depuratore delle acque reflue, si trova a ridosso dei comuni di Scafati, Sant'Antonio Abate, Santa Maria la Carità e Pompei. Ignoti, che probabilmente resteranno tali se nessuno indaga su chi abbia commesso l'illecito ambientale, hanno provveduto a scaricare decine di camion di materiali edilizio comunemente definito "sfratto" beffandosi anche della video sorveglianza.
Gli ignoti probabilmente muniti di attrezzature pesanti, come si evince dalle tracce lasciate, hanno operato nell'indifferenza di tutti su un tratto lungo alcune centinaia di metri. L'area in precedenza fu già oggetto di una bonifica perchè era diventata una discarica di rifiuti di ogni genere che periodicamente venivano incendiati. Per questa emergenza intervennero gli uomini del NOE che in collaborazione con il Comune di Scafati individuarono nel demanio regionale il responsabile che doveva provvedere alla bonifica.
L'ALLARME AMBIENTALE - I residenti che da tempo lanciavano l'allarme ambientale chiesero che la zona fosse delimitata e chiusa, nulla di ciò fu eseguito ma furono installate ben 5 telecamere, due dal lato che va su via Ferraris e tre dall'accesso di via Calvanese, il sistema di controllo costò ai contribuenti oltre ventimila euro. Le telecamere poste su via Calvanese sono state nel tempo già oggetto di furto, nei giorni scorsi i ladri le hanno asportate nuovamente. Sempre nei giorni scorsi è avvenuto lo scarico e il livellamento del materiale che ad occhio nudo è composto da terriccio, mattonelle, piastrelle, pezzi di marmo, tubi in plastica dura e teli che si usano per la copertura delle serre agricoli, una sorta di multimateriale il cui smaltimento regolare sarebbe costato sicuramente molte migliaia di euro.
LA SORVEGLIANZA FANTASMA - Non è sicuramente la prima volta che questo accade, è ben visibile che l'area, o meglio la "strada discarica", ha un livello di altezza di ben oltre un metro superiore al livello dei terreni circostanti, se si calcola che nel tempo vi è sempre un assestamento per le caratteristiche morfologiche di quell'area, se ne deduce che negli anni sono molte le decine di tonnellate di materiali da scarto che sono state ammassate in quella zona. Tutto ciò testimonia che la cittadinanza e l'amministrazione trascurano colpevolmente le problematiche legate all'ambiente e alla salvaguardia del proprio territorio.
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