Radon, simbolo Rn, numero atomico 86. Un gas radioattivo sprigionato naturalmente dal sottosuolo, ancora poco conosciuto dalla stragrande maggioranza della popolazione, ma è una delle principali cause di tumore al polmone, più pericoloso e aggressivo del benzene e dell’amianto, invisibile, inodore, insapore, silenziosamente mortale. Tanto che i governi europei e quello italiano stanno attuando dei provvedimenti legislativi per arginare il fenomeno e l’Oms l’ha classificato tra le sostanze più cancerogene per l’essere umano. In Italia ogni anno muoiono almeno 4 mila persone per carcinomi ai polmoni causati da Radon. (leggi l'intervista)
La provincia di Salerno è uno dei territori del Bel Paese maggiormente sottoposti alle emissioni di questo gas radioattivo, vuoi per l’origine vulcanica del territorio, per la presenza di rocce ricche di uranio (deriva dal “decadimento nucleare” del radio che a sua volta proviene dall’uranio), per la crosta terrestre molto sottile. Ma può essere liberato anche da alcuni materiali da costruzione come il tufo e il granito e trasportato dall’acqua anche a lunga distanza, arrivando fin dentro le nostre abitazioni, soprattutto ai piani bassi. La maggior parte del radon che inaliamo viene espirato prima che decada (ma una piccola quantità si trasferisce nei polmoni, nel sangue e, quindi, negli altri organi), mentre i prodotti di decadimento si attaccano alle pareti dell’apparato respiratorio e qui irraggiano soprattutto le cellule dei bronchi. Il radon si può trovare anche nell’acqua potabile e, seppur in maniera minore rispetto alla sua presenza in atmosfera, può comunque rappresentare una fonte di esposizione dello stomaco a radiazioni ionizzanti.
Un male subdolo e possibili rimedi. Giulio Tarro, virologo di fama mondiale e uno dei nomi più illustri della ricerca medica internazionale, spiega che “la particolarità della contaminazione del radon consiste nel fatto che la radioattività può esser presente in un edificio mentre risulta del tutto assente in uno immediatamente adiacente. Il radon può essere, infatti, emanato da una singola pietra uranifera o (in misura molto minore) da alcuni materiali normalmente usati in edilizia come graniti o porfidi. Ad aumentare i rischi dell'azione del radon concorre in misura consistente la scarsa aerazione dell'ambiente che, negli ultimi anni, è diminuita notevolmente, soprattutto da quando il risparmio energetico ha spinto a isolare in modo sempre più efficace le abitazioni”.
Finora le istituzioni hanno sottovalutato il problema Radon. Il 17/01/2014 è stata pubblicata sulla gazzetta ufficiale Europea la Direttiva 2013/59/Euratom che rivoluziona il campo delle radiazioni ionizzanti ed in particolare del Radon, stabilendo nuovi limiti (al ribasso) per le concentrazioni di questo gas (300 Bq/m3). L’Italia entro il 06/02/2018 dovrà emanare delle disposizioni nazionali che attuino tali indicazioni europee. Ma come ci si può difendere, visto che la prevenzione è ad esclusivo appannaggio dei cittadini?
“Innanzitutto sarebbe necessaria (così come si sta facendo negli USA) un monitoraggio di tutto il patrimonio edilizio nazionale e, soprattutto, una capillare campagna di educazione che informi i cittadini su cosa fare per ridurre il rischio radon nelle proprie abitazioni – ci spiega il dottor Giulio Tarro -. A tal riguardo ecco alcune semplici regole redatte dall'EPA (l'ente americano per la protezione dell'ambiente): Creare delle barriere per impedire che il radon penetri nelle abitazioni effettuando gettate di cemento e altro materiale impermeabilizzante su eventuali fratture o buchi presenti sui pavimenti e sulle pareti. Garantire una buona ventilazione dell'ambiente aprendo spesso le finestre o applicando aeratori. Qualora i livelli di radon all'interno dell'edificio raggiungono valori inaccettabili, dirottare il gas attraverso un sistema di ventilazione basato su un condotto che dal seminterrato raggiunge il solaio. Quando si edifica su terreni ricchi di radon provvedere, almeno, a schermare l'edificio dal sottosuolo isolandolo con appositi pannelli e evitare di costruire cantine prive di finestre. Evitare di fumare in quanto il fumo delle sigarette (al di là della sua pericolosità intrinseca) interagisce con i prodotti di decadimento del radon”.
Le misurazioni del Radon in Campania. I controlli e il monitoraggio dei livelli di Radon in Campania spettano all’Arpac, ma l’ultima mappatura resa pubblica risale ad almeno sette anni fa. Segno evidente di quanto il problema sia stato sottovalutato nonostante la nostra regione, in particolare la provincia di Salerno, sia tra le più colpite d’Europa, non solo per i depositi di uranio provenienti dal sottosuolo. “Il tufo è il materiale più pericoloso per quanto riguarda il Radon. Il centro storico di Salerno è quasi interamente in tufo. Negli anni Settanta-Ottanta c’era un’autentica moda del tufo, ma ancora oggi c’è chi procede con questo materiale, perché è facile da tagliare, è leggero, facile da trasportare, ha un buon isolamento termico e acustico e non grava troppo sulle fondamenta e sui solai”.
A raccontarci la sua esperienza in materia è l’ingegnere Angelo Rizzo, responsabile del settore Radon dell'Associazione di professionisti A2C, che si occupa della misurazione e della bonifica di questo gas radioattivo in Campania, sia in abitazioni che in luoghi di lavoro. “Il Radon per legge deve essere misurato solo nei luoghi di lavoro, però ci sono delle raccomandazioni della Commissione europea. Nell’ambito delle disposizioni comunali molte Amministrazioni hanno introdotto nei loro PUC e RUEC delle indicazioni di obbligo della misurazione e della mitigazione del Radon”. Di fatto vige ancora troppa ignoranza in materia e le promesse restano tali. Sulle vecchie abitazioni ci sono solo raccomandazioni, per quelle nuove ci sono degli obblighi che solitamente non vengono rispettati.
Nella sua pluriennale esperienza sul campo qual è stato il caso più estremo dinanzi a cui si è trovato? “A Ischia ci sono delle concentrazioni importanti ed ho riscontrato valori superiori a 1000 Bq/m3. Dinanzi a case in tufo anche una piccola frattura nell’intonaco o nel pavimento può far passare il Radon. Abbiamo impiantato dei sistemi di misurazione e ventilazione scendendo da 1000 a 150 Bq/m3. In questa casa c’era un gatto che prima dell’intervento di bonifica aveva perso tutti i peli e dopo alcuni giorni è morto. Il suo padrone aveva un tumore e ogni anno i suoi nipotini andavano a trovarlo per trascorrere l’estate insieme. Questo signore ha voluto proteggerli dal Radon ed ha bonificato a sue spese la casa”. (FINE PRIMA PARTE)
Una mappa approssimativa. Di seguito sono riportati i dati delle misurazioni effettuate dai tecnici del gruppo A2C, unitamente a quelli provenienti da banche dati pubbliche (Arpac). Da una prima mappatura dell'Istituto Superiore di Sanità la media nazionale delle concentrazioni di Radon è di circa 70 Bq/m3.
Media delle misurazioni reali
Salerno 568 Bq/m3
Napoli 171 Bq/m3
Avellino 297 Bq/m3
Benevento 271 Bq/m3
Caserta 186 Bq/m3
Dati relativi alla provincia di Salerno , espressi in Bq/m3, delle misurazioni di concentrazione di 222Rn eseguite. NB. Le medie sono effettuate su dati disomogenei, pertanto vanno considerate come tendenze di massima. I dati riportati sono forniti in buona fede e per ovvie ragioni sono riferite a delle misurazioni effettuate in specifici luoghi e tempi, per cui sono puramente indicative.
Agropoli 57
Amalfi 59
Angri 347
Battipaglia 434
Battipaglia 74
Castel San Giorgio 314
Castel San Giorgio 970
Cava De Tirreni 79
Cava dei Tirreni 60
Cava dei Tirreni 267
Cava dei Tirreni 74
Eboli 11
Eboli 11
Eboli 8
Giffoni Valle Piana 483
Gromola Capaccio 118
Gromola Capaccio 198
Montecorvino Pugliano 50
Nocera Inferiore 212
Nocera Inferiore 49
Nocera Inferiore 258
Nocera Inferiore 71
Nocera Inferiore 153
Nocera inferiore 102
Nocera Inferiore 188
Nocera Inferiore 52
Nocera Inferiore 201
Nocera Superiore 381
Nocera Superiore 210
Nocera Superiore 72
Nocera Superiore 65
Nocera Superiore 62
Nocera Superiore 464
Nocera Superiore 249
Pontecagnano Faiano 59
Potecagnano Faiano 55
Ravello 120
Ravello 852
Ravello 4324
Ravello 571
Ravello 934
Sacco 138
Salerno 53
Salerno 125
Salerno 336
Salerno 53
Salerno 105
Salerno 91
Salerno 7784
Salerno 7608
Salerno 241
Salerno 52
Salerno 72
Salerno 68
Salerno 55
Salerno 257
Salerno 229
Salerno 40
Salerno 35
Salerno 98
Salerno 107
Salerno 5248
Salerno 74
Salerno 43
Salerno 42
Salerno 105
Salerno 177
Salerno 49
Salerno 95
Salerno 69
Salerno 137
Salerno 1726
Salerno 125
Salerno 99
Salerno 121
Salerno 120
Salerno 135
Salerno 67
Salerno 114
Salerno 6419
Salerno 44
Salerno 125
Salerno 265
Salerno 627
Scafati 52
Scafati 600