×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 671

Stampa questa pagina

Agro. Business immigrazione. La disperazione e i tuguri: vita da immigrato, tra malaffare e integrazione

10 Luglio 2016 Author :  

Un filo sottile quello che lega alcune città dell'Agro Nocerino Sarnese per quanto riguarda il tema dell'immigrazione clandestina e non. Nei mesi scorsi nel comune di Sarno era partita un'indagine che aveva come scopo quello di verificare la presenza di alcuni cittadini extracomunitari che avevano cambiato molte residenze nel giro di pochissimo tempo alternandosi tra comune di San Valentino Torio e quello di Sarno per passare poi a San Marzano sul Sarno. Furono proprio i militari del reparto territoriale di Nocera Inferiore ad effettuare questo controllo serrato sulle carte d'identità in quanto un altro episodio che fa pensare spesso ad un giro di affari anche milionario sull' immigrazione clandestina nella Agro Nocerino Sarnese sono i tanti di furti di carte d'identità dagli uffici comunali. Il caso più emblematico è senza dubbio quello di qualche mese fa, nel comune di Pagani ma ce ne sono anche altri in alcune città della zona di confine con i paesi vesuviani come ad esempio a Palma Campania, Boscoreale, Boscotrecase e a Striano. Sarebbe un vero e proprio giro di finti permessi di soggiorno e finte identità che di certo, se confermate, aiuterebbero l'immigrazione clandestina se non anche i terroristi che senza mezzi termini continuano in maniere imperterrita - in tutto il mondo - a reclutare nuovi soldati tra gli adolescenti dell'Occidente. In questi termini è utile anche ricordare il caso di Sarno in cui una madre denunciò suo figlio proprio perché aveva notato in lui un cambiamento repentino e la sua attività sospetta in rete, le aveva fatto pensare ad una insana simpatia per il mondo dell'Isis. Un filo comune di indagini quindi, che passa per gli uffici amministrativi e la loro presunta ed eventuale complicità, ma che si insinua soprattutto nella società aumentando e favorendo i fenomeni di sfruttamento della prostituzione, lavoro nero, commercio abusivo e presenza regolare sui territori.

L'INFERNO DEI PROPRIETARI SENZA SCRUPOLI - La disperazione è quella che muove centinaia di migliaia di persone costrette a lasciare le proprie case per fuggire gli incubi della guerra e della dittatura. In Italia, così come negli altri paesi che ospitano extracomunitari provenienti dai paesi più poveri del mondo, spesso non si trovano dei buoni samaritani di fronte ma anche dei truffaldini che hanno fatto dell'immigrazione il loro business. In primis ci sono i proprietari di alcune abitazioni. Nel centro storico e nelle periferie di San Valentino, comunque come in tutte le periferie oppure nei centri storici dell'Agro Nocerino Sarnese - in particolare in quello di Scafati oppure a Sarno e a Pagani - tutti sanno dell'esistenza di abitazioni tugurio che non hanno nemmeno i servizi igienici ed ospitano in spazi ristretti anche 20 persone. L'ultimo caso era stato scoperto a Nocera Inferiore la scorsa settimana in via Atzori, proprio a ridosso del centro e vicino alla stradale 18, dove la polizia municipale alla guida del comandante Contaldi, aveva scoperto un'abitazione in cui vivevano 25 rumeni e tra loro c’erano bambini ed anche una donna in attesa. Erano sepolti vivi in un appartamento. Il caso di Nocera è solo uno dei tanti casi che esiste, a quanto pare, - secondo quanto sta emergendo in questa inchiesta scoppiata venerdì pomeriggio - anche a San Valentino. Secondo gli inquirenti si tratterebbe di una partita a due o più soggetti. Gli extracomunitari sono costretti a pagare una quota per ottenere una residenza: le case sono dei veri e propri tuguri e servono soltanto da appoggio per destinazioni poi non chiare o comunque per restare sul territorio cittadino come clandestini oppure come fantasmi. Ad intercedere per loro ci sarebbero i proprietari di questi appartamenti: si tratta di persone senza scrupoli che ospitano in case di appena 50 metri quadri anche tre nuclei familiari numerosi. In questa partita secondo gli inquirenti entrerebbero in gioco anche i dipendenti comunali che avrebbero concesso delle residenze facili non garantendo tutti i controlli dovuti dalla legge. Eppure quando si accerta una residenza, a svolgere il loro di controllo sono i vigili urbani del comando di competenza. A San Valentino Torio infatti sono numerose le operazioni di verifica delle residenze proprio per il folto numero di extracomunitari che vivono il territorio cittadino. Forse sarà stato questo l’inizio.

LA DIFFICILE MISSIONE DELL'INTEGRAZIONE - Nelle città dell’Agro Nocerino Sarnese, vive una comunità di stranieri che conta 6400 persone solo a Sarno e circa 1400 a San Valentino Torio. Un migliaio poi a San Marzano sul Sarno e oltre le 5mila persone a Scafati, in prevalenza marocchini (almeno questi sono i dati delle persone registrate ufficialmente). Nonostante episodi violenti e spaventosi ai danni di extracomunitari, nonostante un clima di dubbio o di razzismo diffuso, sono tantissime le associazioni e gli enti no profit che cercano di mettere in campo momenti per creare integrazione. C’è da dire che molti infatti sono integrati con la comunità e vivono la città nel migliore dei modi. Il fenomeno è decisamente in crescita. Infatti nelle regioni meridionali, la Campania è quella che registra il maggior numero di stranieri residenti. In particolare, nella provincia di Napoli si trova oltre un sesto di tutti gli stranieri residenti nell’intero Mezzogiorno. Diversi studi confermano come in quest’ultimo decennio la Campania si sia progressivamente trasformata da area di soggiorno temporaneo e transito verso altre aree del Paese a regione con qualche capacità attrattiva e meta per inserimenti più o meno stabili. Diversi studi dedicati alla regione hanno posto in luce questa tendenza fin dai primi anni del nuovo millennio, sottolineandone l’evoluzione attraverso alcuni indicatori, fra cui la progressiva riduzione dello scarto tra titolari di permesso di soggiorno e stranieri residenti, l’incremento delle iscrizioni scolastiche da parte di alunni stranieri e - non ultimo - il numero crescente di ricongiungimenti familiari. Per anni la provincia di Napoli è stata il polo pressoché esclusivo di richiamo per i migranti presenti in Campania, dove i servizi alle famiglie rappresentavano l’unica opportunità di impiego significativa e più o meno continuativa. Alle spalle del capoluogo di regione si conferma la provincia di Salerno, che annovera il 23,2% degli immigrati residenti in regione. È interessante notare come, oltre che nell’Agro Nocerino Sarnese e nella Piana del Sele, nell’ultimo decennio siano apparsi microflussi di migranti in entrata anche in zone storicamente contrassegnate dall’emigrazione autoctona, come i territori dell’Alto Sele. Per fortuna c’è chi si impegna con difficoltà a far diminuire i problemi legati all’integrazione. Una svolta che deve essere innanzitutto di tipo culturale. In una intervista esclusiva, quando la psicosi terrorismo a San Valentino Torio, dopo il caso Omar Rguibi aveva raggiunto momenti drammatici e la tensione era che si nascondesse la presenza di cellule terroristiche in città, Gabriele Bello dell’Asi (che si occupa tra le altre cose, di integrazione ed accoglienza a San Valentino Torio e Sarno) aveva detto: “Per evitare isolamento o la nascita di fenomeni di discriminazione, abbiamo messo a punto diversi sportelli di supporto, ascolto ed accoglienza nell’Agro. Per educare alla convivenza reciproca delle nostre culture poi, come Asi, ci siamo sempre impegnati in convegni e manifestazioni culturali che hanno lo scopo di creare unità e non divisioni. A volere che questo sia uno scontro culturale sono proprio i terroristi che con l’Islam non c’entrano nulla”.

 

Leggi anche:

Il "terrorista da Pc" a San Valentino Torio e la psicosi Isis

La difficile convivenza: il caso Palma Campania

Residenze facili per gli immigrati, blitz al Comune di San Valentino Torio: 3 indagati | Lo speciale

Articoli correlati (da tag)