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Scafati "patto" politica camorra, gli Aliberti rischiano ancora l'arresto

24 Luglio 2016 Author :  

 

Una nuova richiesta di misure cautelari da adottarsi nei confronti di politici, imprenditori e uomini della mala scafatese, sarà pronta a breve. L'inchiesta rubricata alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno con il N. 4660/2012 e seguita dalla Direzione Distrettuale Antimafia in persona del Sostituto Procuratore Antimafia, Vincenzo Montemurro, è stata divisa in tre tronconi. Il primo dei quali sarebbe quello che il 28 giugno scorso ha visto respinte le richieste di traduzione in carcere per gli uomini del clan Ridosso/Loreto, quali Alfonso Loreto, Ridosso Luigi, Ridosso Gennaro, oltre al sindaco Pasquale Aliberti e il fratello Nello Aliberti. Per tale respingimento il PM Montemurro nello stesso giorno in cui apriva un nuovo filone procedendo ad una serie di perquisizioni e notifiche di avvisi di garanzia, era lo scorso 7 luglio, presentava appello per chiedere al Tribunale del Riesame l'accoglimento delle custodie cautelari in carcere per il Sindaco e gli altri indagati. Gli altri due filoni dell'inchiesta sono quelli legati agli avvisi di garanzia notificati lo scorso 18 settembre e quello dello scorso 7 luglio. Gli uomini della Direzione Investigativa Antimafia avrebbero acquisito nell'ultimo periodo le prove, gli indizi e riscontri tali per dare il via ad una nuova richiesta di custodia cautelare a carico di numerosi esponenti della mala locale in rapporto con i politici locali, soggetti "istituzionali" ed imprenditori che avrebbero favorito quello che dagli investigatori viene definito il "sistema" Aliberti. Le ipotesi di reato ascritte sono quelle del 416/bis, associazione di tipo mafioso in concorso tra loro, oltre ad altri reati minori. La nuova richiesta di misure cautelari vedrebbe coinvolti quasi tutti gli indagati avvisati fino al 7 Luglio, oltre a nuovi soggetti individuati dai recenti riscontri della DIA sulla scorta delle dichiarazioni del neo pentito Alfonso Loreto, delle dichiarazioni di persone informate sui fatti, oltre alle prove contenute nelle intercettazioni telefoniche e ambientali effettuate nei confronti degli indagati e delle persone offese, gli imprenditori che avrebbero subito il racket e le pressioni politiche per dare seguito ad alcune assunzioni. La nuova ordinanza conta diverse modalità di custodia cautelare: arresti in carcere, domiciliari e allontanamento dai pubblici uffici. Questa sono solo la seconda fase del lungo lavoro dell'Antimafia salernitana, il terzo filone sarebbe più ampio, con un ambito territoriale che si allargherebbe ad altre procure. Sul versante politico che riguarda la Commissione di Indagine agli Atti Amministrativi inviata al Comune di Scafati dal Prefetto di Salerno, Salvatore Malfi, di concerto con il Ministro degli Interni e con la Procura di Salerno in persona del Procuratore Capo Corrado Lembo, avrebbe quasi ultimato la relazione sullo stato di salute della macchina amministrativa scafatese. Alla triade prefettizia, guidata dal Vice Prefetto Vincenzo Amendola, sarebbero giunte in modo ufficiale anche le ultime informazioni di Polizia Giudiziaria che riguardano le richieste di arresto a carico del Sindaco, gli indizi che hanno dato il via alle perquisizioni dello scorso 7 luglio e le dichiarazioni del pentito Loreto Jr sui rapporti e i contatti con esponenti politici al momento non indagati. La calda e tormentata estate giudiziaria scafatese è appena agli inizi .