1. Il GPS è solo un progetto di messa in sicurezza idraulica e non un progetto di disinquinamento del fiume Sarno, con questo si dimostra di non conoscere l'opera che si andrebbe a realizzare;
2. Ricordiamo che la Valutazione d'impatto Ambientale è un falso in quanto parte dal presupposto che il fiume Sarno e la Solofrana siano fiumi incontaminati dove vivono trote anziché ratti e purtroppo questo non siamo riusciti a farlo capire al TAR e al Consiglio di Stato, forse perché come al solito in Italia prevalgono gli interessi economici e 217 milioni di euro fanno gola a tutti
3. che in data 23 marzo 2016 la Commissione Ambiente della regione Campania ha recepito le nostre motivazioni e preoccupazioni, cioè che il fiume più inquinato d'Europa non può essere confinato in delle vasche assorbenti per cui è stato chiesto alla giunta regionale di rivedere la futura opera
4. Fare una Variante al Piano Urbanistico Comunale su un progetto che è ancora in fase "definitiva" e non "esecutiva" potrebbe prefigurare un profilo di illegittimità in quanto va a vincolare preventivamente i terreni oggetti di esproprio per cui i proprietari possono chiedere già da adesso un indennizzo cosi come prevede l'art.38 della legge Regionale 16-2004 e il DPR 327-2001 art. 42 bis. Noi siamo i cittadini e combattiamo per la salute dei nostri figli, purtroppo la politica è ben lontana da questi valori come hanno dimostrato gli ultimi avvenimenti del Sindaco di Solofra che difende gli inquinatori e del Sindaco di Scafati che pensa ai 217 milioni che noi vogliamo che siano spesi per la messa in sicurezza e non per il movimento terra previsto dalla vasche" concludono gli attivisti del comitato.