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Scafati. Commercio sotto torchio: Aliberti firma l'ordinanza anti-veleni e "salva-bellezza"

25 Ottobre 2016 Author :  

Inquinamento e traffico: con un'ordinanza del sindaco, si dichiara fuorilegge l'esposizione di prodotti all'esterno dei negozi. In base al diktat firmato martedì scorso di concerto con l'assessore al Commercio, Giancarlo Fele, non potrà essere nemmeno più esposta la frutta e la verdura all'esterno dei negozi. Come a dire "siamo tutto, ma non un mercato". Pena, il sequestro di prodotti dichiarati altrimenti nocivi. Tutto, sulla base di una legge del 1981 che adesso il sindaco ha deciso di applicare e di una circolare che arriva dal Tribunale e che la commissione d'accesso avrebbe notato come “non rispettata”: i rischi per la salute sono troppo gravi e quindi, dopo 8 anni a Palazzo Mayer, si è deciso di intervenire su questa vicenda.

Una vera e propria stretta sul commercio quella voluta dal primo cittadino Pasquale Aliberti molto preoccupato della Salute dei suoi concittadini ed anche della bellezza della città di Scafati. Infatti è stato fatto divieto anche di esporre scarpe oppure vestiti all'esterno dei negozi, in quanto la loro esposizione andrebbe a nuocere i “valori artistici, culturali storici e ambientali locali del territorio cittadino”. Non sono infatti i sacchetti della differenziata non rispettata a dare una brutta immagine, né il fango che resta per settimane dopo gli allagamenti: non è quello il problema più grave. Resta innanzitutto l'esposizione delle scarpe “low cost” da debellare. Una vera e propria emergenza “salva-bellezza” per la piccola Venezia.

Per quanto riguarda invece gli alimenti e le bevande la loro esposizione sul terreno pubblico oppure privato "darebbe libero sfogo all'azione di agenti atmosferici inquinanti e nocivi". I prodotti sarebbero esposti alla luce solare e "all'inquinamento derivante dal traffico veicolare e dei parassiti". Una osservazione forse tardiva ma altrettanto giusta: l'inquinamento derivante dal traffico, oppure quello del fiume Sarno, dei siti di stoccaggio che si trovano in città (ad esempio quello di via Ferraris o quello di via Nuova San Marzano), finisce nei nostri cibi e quindi, dalla scorsa settimana, si è deciso di mettere fine a questo “lento avvelenamento”. Si inizia da qualcosa: meglio tardi che mai. Si toglie il cibo esposto, prima o poi si toglierà anche la causa del grave inquinamento ambientale che ci ha fatto conquistare il nome di “Scafieti” tra le città vicine. L'amministrazione ha anche vietato l'esposizione di cartelli e striscioni che pubblicizzano sconti offerte o vendite straordinarie. Insomma per "vendere" bisognerà fare tutto all'interno stesso del negozio o al massimo nella vetrina ma senza strafare verso l'esterno.

Chi non rispetterà questa ordinanza sarà costretto a pagare una multa di almeno €500. E' legge, è una diktat anche sovracomunale e va rispettato. La salute e la bellezza sono le priorità, almeno da quando è stata messa quella firma in calce all'ordinanza.

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