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Nocera Inferiore. La guerra tra bande e l'ipotesi faida, anche Tortora in cella: c'è un quarto indagato

01 Novembre 2016 Author :  
NOCERA INFERIORE. Prima amici, poi nemici, poi di nuovo amici e successivamente la pace e quindi l'egemonia sulle piazze di spaccio ma ci sarebbe chi, a questo strapotere, avrebbe detto di no. Questo quanto da agosto scorso sta accandendo in città per il controllo dello spaccio in particolare di cocaina ma anche di altre droghe. L’ultimo eclatante episodio martedì 25 ottobre scorso con la sparatoria davanti al Planet Words, palestra con accesso da via D’Alessandro a Cicalesi. Per la rapina di uno scooter utilizzato nell’agguato di 5-6 persone al 31enne Francesco Manzo, “Chicco fa Mafia” è stato fermato il 33enne Mario Tortora (che si è costituito domenica sera ) di Nocera Inferiore. A suo carico e a quello del coetaneo Marco lannone c’è stato il fermo di indiziato di delitto per la detenzione e il porto di una pistola di grosso calibro utilizzata per la rapina del Tmax al figlio di un noto xostruttore nocerino e, probabilmente anche per la sparatoria davanti alla palestra, tutto sempre martedì sera. Manzo, il bersaglio dell'agguato, avrebbe sparato con altra pistola per difendersi dagli attentatori e quindi anche per lui è scattato anche il fermo per detenzione di una pistola non ritrovata. La detenzione e il porto di pistola e la rapina sono aggravati dal fare mafioso, ossia per agevolare l’organizzazione criminale di cui farebbero parte Tortora e lannone. Da qui, l’intervento della Dda di Salerno, con il pm Vincenzo Senatore, che ha coordinato le indagini del commissariato di polizia di Nocera Inferiore, diretto dal vicequestore Giuseppina Sessa e dal sostituto commissario Attilio lannone, e dalla squadra Mobile con il dirigente Tommaso Niglio e il funzionario Lorena Cicciotti. C’è un quarto indagato, di cui non è il caso di fare il nome in queste ore, per favoreggiamento, avendo fornito agli investigatori false dichiarazioni. Numerose le perquisizioni operate da giorni dalla polizia di stato e che stanno dando i loro frutti, in un’inchiesta che appare tutt’altro che conclusa.

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