Il governatore Vincenzo De Luca indagato per voto di scambio. Troppa insistenza e l'invito anche «a mandare i fax con i numeri dei voti per il sì» dai rispettivi municipi, ad usare anche una “frittura di pesce” per convincere gli elettori: tutto per tutto per far vincere il si e avere i fondi dal governo Renzi. Sono questi i punti che hanno spinto la Procura di Napoli ad imprimere una svolta nel corso dell'inchiesta sull'appello del governatore Vincenzo De Luca a oltre trecento sindaci e amministratori campani. Un'inchiesta che sale di livello, che raccoglie testimonianze, che prova a fare chiarezza. La Procura di Napoli ha deciso di ipotizzare l'accusa di istigazione al voto di scambio, nel corso degli accertamenti condotti sull'assemblea dello scorso 15 novembre nell'hotel Ramada di Napoli.