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San Marzano, Scafati e Boscoreale: droga sull'asse Agro-Torre, la verità nelle mani dei giudici

16 Dicembre 2016 Author :  

SAN MARZANO SUL SARNO. Finiscono a processo per l’inchiesta sullo spaccio di droga sull’asse Torre Annunziata-Agro nocerino. Il blitz ribattezzato “Prova a prendermi”, eseguito dai carabinieri del gruppo territoriale di Nocera Inferiore, determinò l’arresto di 7 persone per spaccio di cocaina. In particolare, tra i coinvolti c’erano Aniello Foggia di San Marzano e Antonio Piscitella di Scafati, i due riferimenti territoriali presi con gli altri torresi e boschesi. I provvedimenti cautelari arrivarono da un’inchiesta coordinata dal pubblico ministero Roberto Lenza, nata dal 2013 sulle tracce di un giro di spaccio di stupefacenti nell’Agro nocerino sarnese, che portò al sequestro di 420 grammi di cocaina, con l’esecuzione in flagranza di reato di quattro diversi arresti.

IL GRUPPO E IL BLITZ - E’ il 25 settembre 2014, quando scattò il blitz. I carabinieri del gruppo territoriale di Nocera Inferiore, con il supporto delle unità cinofile dei militari di Pontecagnano, “decapitano” una vera e propria gang di 7 spacciatori attiva tra Scafati, San Marzano e Boscotrecase. La “regia” è affidata al 46enne boschese Ferdinando Paduano: scaltro, veloce, introvabile. Il nome dell’operazione, “Prova a prendermi”, è ispirata alle sue doti. Il pluripregiudicato è in grado di sparire nel nulla, cambiando di continuo schede telefoniche, gestendo la sua rete di contatti e di acquirenti senza mai fornire riferimenti precisi. Nei guai era finito anche Carmine Paduano (24 anni), Antonio Sorrentino (65, di Torre Annunziata) Alessio Di Pietro (39 di San Severo, provincia di Foggia), il 33enne Antonio Cistone, Antonio Piscitella (32, di Scafati) e Nicola Cirillo, all’epoca 27enne. A chiudere il conto dell’inchiesta, che porterà al sequestro di 420 grammi di cocaina, la sentenza emessa il 25 febbraio 2015 dal gup del tribunale di Nocera Inferiore: 4 anni in abbreviato per Ferdinando Paduano, 3 anni e due mesi per Carmine Cirillo, un anno e sei mesi per Nicola Cirillo e due anni per lo scafatese Antonio Piscitella. Ora il processo per gli altri.

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