Ci sarà un futuro professionale per Immacolata di Saia al Comune di Scafati? Una domanda che aleggia a palazzo Meyer da quando è arrivata la nomina della triade commissariale capitanata da Gerardina Basilicata. L'ex prefetto di Savona è una vecchia conoscenza di Immacolata di Saia: le due infatti si erano già incontrate nella propria carriera professionale in altri comuni sciolti per camorra, ovvero quello di Mondragone e quello di Casal di Principe. Entrambe casertane, Basilicata e Di Saia ora si incontreranno a Scafati ed ancora una volta la prima deciderà sul destino professionale della seconda.
Intanto a Palazzo Mayer c'è il commissario prefettizio Vittorio Saladino che entro il 10 febbraio dovrà lasciare il comune di Scafati dopo un mese circa di attività che è costata alle casse cittadine €5000, tra compenso ed un rimborso spese di circa €1200. Una quota quanto mai normale per un commissario prefettizio che di fatto è stato a Scafati per circa due settimane considerata la presenza delle feste natalizie e la sua assenza in alcuni giorni per altri impegni di natura istituzionale.
Non c'è da meravigliarsi quindi se a qualcuno viene da dire "mamma voglio fare il commissario": la triade commissariale a Scafati così come tutti i commissari d'Italia avrà uno stipendio che varia dai 94000 ai €163000 annui per quanto concerne il prefetto, quote invece dai 62000 ai €97000 per il vice prefetto e dai 45 mila e €67000 annui per il viceprefetto aggiunto. Ovviamente si deve considerare anche il rimborso spese e poi che si tratta di cifre lorde, almeno questi sono i dati forniti dalle tabelle nazionali.
In cambio però nel corso dei prossimi due anni, dovrebbe essere garantita una gestione della macchina comunale "al di sopra di ogni sospetto", una cosa di cui la città sembra avere davvero bisogno, a prescindere dalla colpevolezza o l'innocenza delle persone coinvolte nell'inchiesta politica&camorra dell'antimafia.
Sarà la prossima settimana invece il vero inizio della stagione commissariale di Scafati che durerà 2 anni in quanto il commissariamento per infiltrazioni camorristiche stabilito dal Ministero degli Interni su richiesta di diverse forze politiche e dell'antimafia di Salerno, punta a ripristinare la legalità negli uffici di Palazzo Meyer che sarebbero stati contagiati dal virus della criminalità organizzata con la presenza di diversi clan quali il clan Loreto, Aquino Annunziata e Matrone. Per quanto concerne invece la criminalità organizzata napoletana, l'inchiesta dell'antimafia di Salerno così come analizzato anche nel rapporto semestrale della Dia mette in luce la presenza del clan dei Casalesi negli appalti pubblici degli affari del Comune di Scafati. Una materia su cui il prefetto Basilicata dovrebbe essere più che preparata, vista la sua carriera professionale.
Incerto invece il futuro giudiziario di Angelo Pasqualino Aliberti l'ex sindaco che si sarebbe macchiato, secondo il ministero degli interni, della colpa di aver fatto entrare alla camorra a palazzo Meyer a 24 anni dallo scioglimento dell'amministrazione Pagano. Mentre continua a intervenire sulle questioni cittadine attraverso i social o attraverso le sue fonti più o meno ufficiali, un po' come il Papa nel giorno dell' Angelus, inizia il conto alla rovescia per la decisione della Cassazione sul suo arresto. Entro il 7 marzo, o dentro o fuori.