Rischia di saltare per prescrizione il maxiprocesso “Immaturi”, istruito cinque anni fa e ora costretto alla ripartenza, con trasferimento e nuovo incardinamento ad altro collegio giudicante per una incompatibilità sollevata dalle difese. L’inchiesta sui diplomi facili ha messo insieme finora due anni di iter solo a partire dal rinvio a giudizio, contando oltre dieci udienze già saltate per omesse notifiche. Le persone sottoposte al processo sono accusate a vario titolo, in varie posizioni, di aver fatto parte di un gruppo di titolari di scuole paritarie, in grado di conferire diplomi negli istituti privati “Alfaterna” e “Pirandello” di Nocera Inferiore, “Kennedy” di Salerno e il centro studi on-line “Maria Cinque” di Pagani. Negli istituti paritari finiti nel mirino, come annotarono gli inquirenti, non occorreva frequentare. Alcuni carabinieri si spacciarono per studenti, seguendo il percorso con tanto di iscrizione e frequenza, spiegando di non poter essere lì ogni volta a seguire corsi e lezioni. Gli istituti coinvolti erano a Battipaglia, Salerno e Pagani. Nata da un’altra indagine sensibile su falsi incidenti, l’indagine «Immaturi», portata avanti dai carabinieri di Nocera ed Angri puntava sugli anni 2009-2010, con due istituti paritari a Nocera Inferiore, coinvolti con alcuni componenti del corpo docente rei di aver attestato false presenze per alunni mai comparsi in aula, con lezioni e attività didattiche mai eseguite, comprensive di valutazioni e voti per esami inesistenti, mai sostenuti. Così le lezioni pagate risultavano frequentate, nonostante la presenza saltuaria se non insussistente. Tutto questo era propedeutico a sostenere gli esami di stato nelle vesti di alunni privatisti, per arrivare ai sospirati titoli di studio.