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Scafati. Bomba al Roxy: i sospetti dell'Antimafia sul raid camorristico

15 Giugno 2017 Author :  

Si stringe il cerchio sugli autori del raid dinamitardo avvenuto martedì notte in via Pietro Melchiade a Scafati ai danni del bar Roxy, di proprietà della figlia di Franchino Matrone, boss detenuto nel carcere di massima sicurezza milanese nel regime del 41 bis. Il bar di fatto è gestito dal figlio della donna. La gestione del bar, dopo la bomba carta posizionata davanti alla saracinesca, è subito finita nell'indagine coordinata dalla Dda di Salerno che sta cercando di capire se questo gesto sia stato connesso alle attività del marito della figlia di Matrone, ovvero Giuseppe Buonocore che è uscito dal carcere lo scorso dicembre.

Ci sarebbero già dei precisi sospetti da parte dell'antimafia di Salerno su chi avrebbe piazzato la bomba e soprattutto sui motivi che avrebbero spinto a tale gesto. Lo scontro sarebbe tra diversi gruppi di organizzazioni criminali del Territorio circa la gestione di alcune attività e soprattutto i confini da porre, sempre meno chiari dopo l'organizzazione criminale della città di Scafati a seguito dell'arresto di Matrone prima e di quello degli esponenti del clan Loreto Ridosso poi.

Intanto ad indagare sul caso e il pm della Dda di Salerno Vincenzo Montemurro chiamato a ricostruire la verità su quanto martedì notte terrorizzato i cittadini di Scafati ancora una volta.

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