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Orfini a Sarno: "La sfida è ripartire dalle ricchezze culturali"

16 Giugno 2017 Author :  

"Strategia e opportunità di promozione e valorizzazione del patrimonio culturale e turistico della Valle del Sarno", se ne è discusso ieri a Sarno all'interno del museo Archeologico Nazionale della Valle del Sarno, alla presenza del Presidente del Partito Democratico Matteo Orfini. A fare gli onori di casa l’assessore alla cultura del comune di Sarno Vincenzo Salerno, il sindaco di Sarno e presidente della Provincia Giuseppe Canfora, Emilia Alfinito direttrice del Museo Archeologico Nazionale della Valle del Sarno e direttrice della Certosa di Padula. Presente anche Nicola Oddati consigliere Scabec e l’onorevole del Pd Valentina Paris. Assente il governatore della Campania Vincenzo De Luca. Far crescere il territorio della Valle del Sarno anche attraverso la valorizzazione del patrimonio culturale, sfruttando delle strategie comuni ma soprattutto far funzionare la filiera istituzionale con il coinvolgimento dei privati. Sono stati questi gli argomenti che hanno caratterizzato l’incontro, presenti tra gli altri anche diversi sindaci del territorio dell’agro sarnese nocerino.

Ad aprire l’incontro l’assessore alla cultura e alle politiche sociali del Comune di Sarno Vincenzo Salerno che ha presentato il progetto Aequora Sarnus, che prevede il recupero della villa Lanzara e della casa del custode e far diventare di quel luogo, il cuore pulsante della cultura sarnese. L’assessore Salerno ha sottolineato l’importanza del progetto chiedendo soprattutto un contributo fattivo al presidente del Partito Democratico Matteo Orfini. “Il recupero dell'immobile, denominato 'casa del custode' all'interno della Villa Lanzara-Del Balzo di Sarno – spiega l’assessore Salerno - permetterà la realizzazione del festival pluri disciplinare “Aequora Sarnus. Festa della Cultura del Libro del Paesaggio”, a partire dal 28 ottobre 2017 (compatibilmente con la data di emissione del Decreto di concessione, e con attività previste fino al 7 gennaio 2018). L’intervento è finalizzato ad offrire un'immagine nuova di un'area vasta della regione, l'agro sarnese - nocerino, partendo da uno dei suoi fulcri, la storica città di Sarno, al fine di ampliare la capacità attrattiva della Campania attraverso la programmazione di manifestazioni e eventi culturali che, per le modalità innovative con cui sono state progettate e per la versatilità della loro articolazione, potranno assumere cadenza annuale e diventare un appuntamento fisso nel panorama dell'offerta culturale regionale”.
“Dobbiamo sfruttare al massimo le grandi potenzialità che il patrimonio culturale del nostro territorio offre. – dichiara il sindaco di Sarno e Presidente della Provincia di Salerno Giuseppe Canfora - Come presidente della Provincia, insieme alla direttrice del museo Nazionale della Valle del Sarno e direttrice della Certosa di Padula, Emilia Alfinito, abbiamo pensato di creare una card per mettere in rete tutti i 50 musei della provincia di Salerno, è solo attraverso queste iniziative che si può fare in modo di valorizzare il nostro patrimonio. Nella città di Sarno stiamo facendo di tutto per creare degli attrattori culturali: stiamo puntando sulla valorizzazione del Museo Archeologico Nazionale una vera e propria chicca dell'intera provincia di Salerno, dove finora, in appena due anni abbiamo creato 200 eventi culturali che si sono svolti al suo interno. Ci stiamo impegnando per riqualificare il secondo piano del palazzo Capua e continuare l'esposizione che per ora vede esposto soltanto il 15% dell'intero patrimonio. Altro grande polo, su cui stiamo lavorando e che vedremo i frutti a breve, è Villa Del Balzo, li è nostra intenzione realizzare un grande polo culturale attraverso la riqualificazione della casa del custode creeremo li un caffè letterario, un polo di cultura per l'esposizione di mostre di arte contemporanea, una vera e propria attrazione. Questi sono i prossimi obiettivi nostri nei prossimi due anni. Altro obiettivo che ci siamo prefissati è il recupero del castello medievale e del centro storico. In questo modo recupereremo 1000 anni di storia. Questo è l'obiettivo di questa amministrazione, voglio recuperare le origini e la nostra identità, dobbiamo ridare onore a questo territorio”.

“È vero che siamo ricchi di offerte culturali, abbiamo un grande patrimonio culturale – spiega Matteo Orfini - ma è anche vero che gli altri Paesi sono cresciuti. Attrarre flussi turistici questo è il problema oggi. È difficile valorizzare se non si fa ricerca. La realtà è che siamo cresciuti meno degli altri sotto questo aspetto. Purtroppo se non si fa promozione i risultati non si possono ottenere. Il turista deve essere avvolto dalla cultura, bisogna far sentire il turista avvolto dalla cultura e per fare in modo che il turista resti sul territorio c'è da fare educazione alla cultura, ed è quello che oggi non succede in Italia. Se ad esempio la gente arriva a Pompei visita gli scavi archeologici e va via, proprio perché manca l’offerta culturale per far restare la gente sul territorio. Ed è questo che fa la differenza oggi tra le altre nazioni e l’Italia. Anche se ciò che rende unica l’Italia è la capillarità dei beni culturali, anche se a volte diventa anche un problema metterli in rete, riqualificarli perché appunto ci vogliono tanti fondi che molto spesso mancano. Per sopperire a questo in un momento di difficoltà c’è bisogno di fare rete, non solo tra comuni, tra istituzioni costruire un rapporto positivo con imprese e con i cittadini. Oggi a differenza di qualche anno fa c'è maggiore consapevolezza del patrimonio culturale, la gente è consapevole delle grandi potenzialità che offre il patrimonio culturale. Bisogna creare delle pratiche industriali per il turismo. L'Italia deve crescere per attrarre turismo di qualità, noi attraiamo la nicchia più bassa del turismo, quello che porta meno, il turismo del mordi e fuggi. Dobbiamo alzare il livello ma per farlo dobbiamo alzare la qualità dell'offerta, ma per farlo abbiamo bisogno dei professionisti del settore che si occupano di Beni Culturali e vanno pagati. E attraverso la cultura che cresce una Nazione. La cultura è importante anche per sconfiggere l’odio razziale, per sconfiggere gli attentati. C’è chi vuole sconfiggere il terrorismo attraverso la chiusura, noi lo facciamo attraverso l’apertura, con l'integrazione. E’ solo attraverso la cultura che possiamo ricostruire il senso di comunità”.

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