La Cgil, insieme ai dipendenti, ha organizzato la manifestazione per far sentire la voce della disperazione degli oltre 180 dipendenti in cassa integrazione. Dopo l’ok alla richiesta di cassa integrazione dello scorso m ese di settembre al ministero dello Sviluppo economico, sono decine i dipendenti rimasti senza prospettive. I sindacati accusano l’azienda di avere negato gli investire solo nel territorio della regione Campania. La richiesta è quella di di riaprire i battenti dei punti vendita di Napoli, Torre del Greco, Pomigliano D ’Arco, Castellammare di Stabia, Gragnano e Cava dei Tirreni. La Dico aveva previsto la riapertura per il primo settembre, ma poi le porte sono rimaste chiuse e così ora monta la protesta dei lavoratori.
Il mini market napoletano di via Acquaviva, dove ieri si è tenuto il presidio, è stato l’ultimo a chiudere i battenti e a mettere i dipendenti in cassa integrazione a zero ore. Ultimo dopo i supermercati di Torre del Greco, Pomigliano d ’Arco in via Caiazzo, Castellammare, Gragnano e Cava de’ Tirreni. Lavorano invece, in cassa integrazione al 20%, i lavoratori nei punti vendita di Pomigliano in via Passariello, Ottaviano, Portici, Boscotrecase, Pompei, Sant’Antonio Abate, Poggiomarino, Piano di Sorrento, Scafati e Fratte (Salerno). A metà di questo mese lavoratori e sindacati incontreranno a Roma i rappresentanti dell’azienda, detenuta da imprenditori siciliani, e sarà discusso il piano di concordato insieme ai creditori.