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Sarno. Frana, manutenzione e fondi. Ferrentino a ruota libera: "Ma con quali soldi? E' una vergogna di Stato"

06 Febbraio 2018 Author :  

“Vergona di Stato”: a dirlo è il vicesindaco Gaetano Ferrentino in merito al caso della frana ed alla ricostruzione. “Quest’anno ricorre il ventennale della frana del 1998 ed è ovvio che sarà tempo di bilancio sul tema della Ricostruzione. L’altra volta mi sono soffermato sul tema degli espropri e dei soldi che l’Agenzia delle Entrate, a nome dello Stato, chiede allo Stato stesso e al Comune per la registrazione degli atti di trasferimento. Sposto l’analisi su altri temi per considerare come lo Stato e della scarsa attenzione al tema Sarno che, ultimamente, sembra essere diventato solo ed esclusivamente una questione economica legata ai risarcimenti, spostando l’attenzione da altri e più importanti temi. I Commissariati hanno chiuso, l’Arcadis è in liquidazione. Ogni gestione straordinaria è finita senza, però, avviare il vero ordinario che normalizzi".

La manutenzione

Le vasche e i canali sono ormai terra di nessuno e vanno manutenuti per conservare la loro funzione. Con quali fondi? Chi lo deve fare? E’ una domanda alla quale si cerca di dare una risposta da almeno quindici anni, nel silenzio di tutti, lasciando la palla al Comune che non ha né gli uomini, né le risorse per farlo” si legge nella nota di Ferrentina “Basterebbe un piano di manutenzione annuale con fondi certi e una delega, magari, all’ente locale per operare con un sistema, essendo il più prossimo al problema. Nelle ristrettezze finanziarie ad ogni livello, però, sembra spaventare tutti la possibilità di individuare fondi e competenze. Ogni tanto arriva qualche spiccioletto per il taglio dell’erba. Un rimpallino che dura da troppo. Il controllo costante e il monitoraggio da parte dei presidi dei geologi non è mai stato normalizzato. I presidi territoriali, vanto assoluto dell'emergenza Sarno, oggi sono una realtà di altre Regioni, ma da noi sono spariti nel nulla. Così, le allerte si fanno sul livello di criticità presunto, con indicazioni che partono dal centro regionale e si ripercuotono sui territori a seconda dei colori che vengono dati. Quasi a scaricarsi dalle responsabilità. Nella filiera della protezione civile, chi sta più in alto evidenzia, su base presuntiva, le criticità, e, poi, consegna ai sindaci la responsabilità, facendo decidere in maniera autonoma sul da farsi. Così, si chiudono le scuole, a volte anche contro i veri effetti climatici, disorientando i cittadini e rischiando di togliere efficacia al senso di emergenza. E' stato tutto burocratizzato. Intanto, cosa accade al territorio? Le aree montane sono ancora a rischio? Le imponenti opere realizzate rispondono al loro compito? Avevamo cartografie importanti con i punti di crisi che non vengono più aggiornate. Per non parlare delle linee rosse che, a Lavorate, per esempio, sono rimaste ancora quelle di Cascini del '99. Lo Stato e le istituzioni in generale hanno dimenticato Sarno, lasciando la città sola e gli amministratori locali di fronte a responsabilità grandissime, nel limbo delle competenze e in totale assenza di fondi. Ma, ormai, si dice da tanto. E’ facile sfociare nella retorica. Il Comune da solo non può sopportare e lo Stato deve dare risposte in una penisola che ragiona sempre sulla logica dell’emergenza. Venti anni potrebbero anche bastare per avere una risposta certa” conclude il vicesindaco.

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