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Scafati. Progetti obiettivo 2010, 5 condanne tra funzionari e politici

03 Maggio 2018 Author :  

Progetto Obiettivo per l'annualità 2010, prescrizioni e condanne per ex amministratori e politici. L'inchiesta sull'utilizzo dei fondi pubblici da parte del Comune di Scafati era stata avviata dalla Guardia di Finanza di Scafati su disposizione della Procura della Repubblica di Nocera ed era giunta sul tavolo dei giudici contabili nel 2014. In questi giorni è arrivata dopo un lungo iter giudiziario la sentenza della Corte dei Conti che condanna al pagamento e quindi alla restituzione delle somme percepite in maniera illegittima oppure senza i controlli, ben cinque persone tra politici e funzionari.

I nomi

In particolare gli ex componenti della giunta comunale Giacinto Grandito, Stefano Cirillo, Giancarlo Fele dovranno versare ciascuno 10 mila euro. Invece le dirigenti Maria Gabriella Camera e Maddalena di Somma dovranno versare rispettivamente 2 mila e 500 euro e 10 mila euro. La Corte dei conti invece ha accolto l’eccezione di prescrizione e, quindi, ha rigettato la domanda attorea nei confronti di Angelo Pasqualino Aliberti, Laura Aiello, Pasquale Coppola, Sabato Cozzolino, Guglielmo D’aniello, Andrea Matrone, Immacolata Di Saia, Carmine Arpaia, Giacomo Cacchione, Alfredo D’ambruoso, Nicola Fienga, Anna Sorrentino, Antonio Ariano, Emilio Gallo, Vincenzo Sicignano, Luigi Silvestri e Alberto Virtu’ per i quali è disposta la compensazione delle spese processuali. La Procura contabile aveva chiamato in giudizio gli amministratori, dipendenti e revisori del Comune di Scafati per vederli condannare al pagamento, in favore del Comune, della somma complessiva di 642.160,24 euro. In particolare, la condanna era richiesta fino all’importo di 642.160,24 euro per gli amministratori, il Segretario e Direttore generale e per i dirigenti che hanno espresso anche parere favorevole alla deliberazione della Giunta comunale di costituzione del fondo incentivante n.233 del 20 ottobre 2010; per i vari dirigenti fino all’importo dei progetti richiesti o certificati; per l’importo di euro 214.053,41 ciascuno per i componenti dell’Organo di revisione. Il danno erariale deriverebbe dalla illegittima erogazione a dipendenti comunali di compensi incentivanti.

Le accuse della Procura contabile

“La Procura afferma, praticamente, che le risorse incentivanti sono servite non a premiare un incremento dei servizi offerti dall’ente alla cittadinanza ma ad incrementare, illegittimamente e immotivatamente, la retribuzione dei percettori. Alla necessaria selettività, sempre secondo la Procura, è stata preferita una ripartizione degli incentivi “a pioggia”. I compensi incentivanti avrebbero, in realtà, remunerato prestazioni rientranti nelle ordinarie competenze degli uffici. Le attività remunerate sarebbero peraltro state svolte fuori dall’ordinario orario di lavoro e senza adeguate forme di controllo delle presenze. Viene anche evidenziato che la deliberazione di Giunta comunale n.233 del 20 ottobre 2010, con la quale è stato costituito il fondo incentivante, è stata approvata a fine anno. In conclusione, i compensi incentivanti sarebbero stati erogati per finalità diverse da quelle consentite, in assenza di una corretta elaborazione dei risultati da conseguire e del personale da coinvolgere e in assenza di una adeguata verifica dei risultati raggiunti e di una valutazione dell’attività svolta da parte dell’organo competente. La Procura ha ravvisato un uso distorto delle risorse finanziarie dell’ente e uno sperpero di denaro pubblico realizzato al solo fine di instaurare e mantenere una gestione clientelare, senza alcun vantaggio per l’ente, con corrispondente danno erariale. La Procura ha attribuito nella sentenza il danno erariale agli amministratori che hanno espresso voto favorevole alla deliberazione di Giunta comunale n.233 del 20 ottobre 2010 in quanto erano a conoscenza dell’utilizzo illegittimo delle risorse e titolari di fondamentali competenze in materia di costituzione del fondo accessorio; al Segretario e Direttore generale per le funzioni alla stessa attribuite dalla legge, per aver autorizzato i progetti e per il concreto ruolo svolto nella vicenda; ai dirigenti dei vari Settori coinvolti per aver richiesto il finanziamento dei progetti e certificato l’attività svolta dai dipendenti interessati; ai funzionari che hanno espresso parere favorevole alla menzionata deliberazione di Giunta comunale; ai Revisori contabili per non aver esercitato il dovuto controllo sulla contrattazione decentrata e sulla illegittima composizione del fondo. A tutti, con esclusione dei Revisori contabili, per i quali la Procura ravvisa una responsabilità a titolo di colpa grave e in via sussidiaria, è contestata una responsabilità per dolo perché i progetti obiettivo finanziati e remunerati sarebbero stati fittiziamente creati per incrementare illegittimamente la retribuzione dei dipendenti” si legge nella sentenza 137/2018 della Corte dei Contidel 27 aprile scorso.

La prescrizione

Secondo la magistratura contabile, quei progetti furono fatti senza alcuna legittimità ma, alla fine, 17 dei 22 accusati (ovvero quelli che si sono costituiti in giudizio) hanno ottenuto l'accoglimento dei giudici per l’eccezione di prescrizione dell’azione erariale. Tale eccezione li ha liberati dall'onere della restituzione (possibilità andata prescritta dopo 5 anni). L’accoglimento della eccezione di prescrizione presentata dai 17 convenuti costituiti non consente però l’applicazione della stessa eccezione anche nei confronti degli altri 5 convenuti che “in quanto contumaci, non hanno formulato la relativa eccezione”. E quindi Giancarlo Fele, Maria Gabriella Camera, Stefano Cirillo, Maddalena Di Somma e Giacinto Grandito dovranno rimborsare l'Ente per quanto gli compete.