Ventennale della Frana di Sarno. Oggi in Piazza 5 maggio il ricordo delle istituzioni locali e nazionali sul caso.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella
“Siamo vicini a quanti con tenacia e speranza hanno lavorato in questi anni e tutt'ora lavorano alla piena ripresa della vita della comunità. E' stata una tragedia umana innescata da eventi metereologici di portata eccezionale, tuttavia ingigantita da uno sconsiderato sfruttamento del suolo, da incuria e superficialità nell'affrontare i pericoli derivanti dalla montagna. Il Comune di Sarno pago il tributo più elevato di vite umane. A tutti questi nostri concittadini va un pensiero commosso: le immagini di quelle ore drammatiche sono ancora impresse nella nostra memoria e restano come monito per l'intera Nazione. La prevenzione, la cura del territorio, l'equilibrio, l'armonia tra ambiente e aree urbane sono ormai tratti di civiltà irrinunciabili, rischia di venire compromessa la sostenibilità dello sviluppo che deve poggiare anche su queste basi. Dai giorni del disastro sono stati avviate e poi realizzate numerose opere per una migliore sistemazione del territorio, per la sua messa in sicurezza, per la mappatura dei progetti che vanno portati a compimento e soprattutto la manutenzione e il controllo, che vanno proseguiti con costanza, in modo da evitare che aumenti la tutela dell'ambiente, parte della nostra vita e del fondamento del benessere sociale, economico e civile” dichiara il Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica.
Il premier Paolo Gentiloni
“La ricorrenza è per tutti l'occasione per onorare la memoria dei tanti cittadini di ogni età che persero la vita a seguito del tragico evento, ma costituisce al tempo stesso per ogni livello istituzionale la spinta a rafforzare responsabilmente l'impegno per la tutela del territorio, la difesa dell'abitato e la salvaguardia della pubblica incolumità. Il contrasto al dissesto idrogeologico deve sempre più rappresentare un tema di assoluta priorità nelle agende dei governi locali regionali, nazionali, al fine di ridurre drasticamente, sino ad eliminarli del tutto i fenomeni che diffusamente hanno interessato il territorio italiano negli ultimi decenni. Il paese ha pagato un inaccettabile tributo in termini di vite umane, di lutti, di distruzioni, di dolore che il tempo non può cancellare” dichiara il premier Paolo Gentiloni.
Il presidente della Regione, Vincenzo De Luca
“Qui per onorare dopo vent'anni la memoria di 160 cittadini morti nell'alluvione di Sarno per rinnovare il nostro cordoglio e la nostra solidarietà alle famiglie e per rivolgere un grande abbraccio a quelli che vent'anni fa erano bambini e hanno perduto i genitori in quella grande tragedia. Rivolgo un saluto al sindaco di Sarno e ai sindaci presenti, un saluto rappresentanti delle Forze Armate ed in particolare all'aeronautica, insieme ai corpi dello stato di polizia che hanno dato un contributo straordinario con i vigili del fuoco e alle migliaia di unità che intervennero in quella sciagura. Una grande tragedia e devo dire sinceramente, che diversamente da altre tragedie nel complesso, le istituzioni sono state all'altezza del loro doveri e anche se non è tutto completato, sono stati effettuati i lavori importanti. Le istituzioni sono state capaci di mettere in campo azioni importanti. Oggi dobbiamo assumere l'impegno solenne di continuare i lavori di rinascita e risolvere le emergenze che sono davanti a noi. Una parte della popolazione attende gli alloggi e quindi ci impegniamo a completare il lavoro amministrativo di rendicontazione, di certificazione per dare l'alloggio dovuto. Soprattutto dobbiamo anche completare le opere di messa in sicurezza. Nel corso di questi vent'anni è iniziato un lavoro interessante dal commissario di allora, del Generale Jucci e sono stati realizzati 20 km di canali di raccolta delle acque, vasche di contenimento, ma il grosso dell'intervento di assetto idrogeologico non è stato ancora realizzato in merito al Grande Progetto Sarno. Fino a due anni fa non avevamo neanche l'ombra di un progetto preliminare o definitivo che potesse risolvere questa problematica. Dobbiamo recuperare anni preziosi relativi al grande progetto fiume Sarno perché abbiamo fatto una suddivisione in 6 lotti adesso che rende possibile l'attuazione. Abbiamo rivisto le ipotesi progettuale che riguardava le vasche di laminazione, stiamo cercando di risolvere la problematica a foce del Sarno per le difficoltà che si trovano a Torre annunziata. Abbiamo bandito una gara per scegliere uno studio di progettazione che realizzi tutti i progetti esecutivi dei salotti. Ci vorrà almeno un anno di tempo. L'impegno che assumiamo è di rendere concreto il progetto anche per salvaguardare il rischio idrogeologico. Il primo impegno che voglio assumere questa mattina è proprio questo, per le generazioni che verranno e quindi dare concretezza al lavoro. Non dobbiamo correre il rischio che, passate le grandi ondate emotive, ci si dimentichi dell'emergenza. Il secondo impegno che voglio assumere con il Sindaco e con la comunità di Sarno è quello di ripristinare il Villa Malta: c'è stato chiesto di finanziare il progetto di costruzione dell' ex Villa Malta che è una struttura molto bella dell'800. Lì è stato colpito il cuore di Sarno e ci sono state tante vittime. Stanzieremo 6 milioni di euro per questo progetto in modo tale da far rinascere il territorio e collocare le strutture territoriali e ambulatoriali in quell'edificio. Vi saremo vicini anche per il progetto del museo di arte contemporanea, anche se non sono in grado di darvi certezze, ma vi saremo vicini, vi daremo una mano. Ovviamente non delle stesse dimensioni finanziarie perché dobbiamo misurarci con le cose possibili e non con le bugie. Dobbiamo essere rigorosi e dire guardandoci negli occhi quello che si può fare e quello che non si può fare. Diamo ancora una volta lezione di sobrietà perché siamo in un paese nel quale parlare è facile, ma cambiare la realtà davvero è quasi impossibile. Noi non prendiamo in giro nessuno e quindi ci impegniamo in questo senso. Oggi è una giornata importante per la memoria, dopo 20 anni che sono una generazione. Ricordo anche io tanti amici che hanno perso la vita a Sarno e in quel momento ci siamo sentiti tutti una grande famiglia ed è per me un dovere morale come omaggio alle vittime e come atto di solidarietà e di vicinanza alle famiglie, ma anche come responsabili delle istituzioni impegnarci per completare quella stagione su tutto quello che ancora manca e lasciare alle giovani generazioni un segno di responsabilità delle istituzioni e anche un segno di speranza per il loro futuro”.
Il sindaco di Sarno, Giuseppe Canfora
Il 5 e il 6 maggio 1998 alcuni Comuni delle Province di Salerno, Avellino e Caserta vennero colpiti da numerose colate rapide di fango, causate dalle piogge persistenti che da giorni stavano interessando l’Appennino campano ed, in particolare, la zona del Pizzo d’Alvano.
Per dare un’idea delle precipitazioni che interessarono quelle aree e che portarono all’innesco delle frane, si possono analizzare le misure di pioggia registrate dal pluviometro di Lauro, che per la sua vicinanza è da considerarsi tra i più rappresentativi. Dall’analisi dei dati si osserva che nelle 48 ore tra il 4 e 5 maggio, ovvero immediatamente prima e durante l’evento franoso, si misurarono 173 mm di pioggia. Più nel dettaglio l’analisi oraria rivela che nelle prime ore del 4 maggio si ebbero piogge deboli e che, dopo una pausa di 11 ore, le precipitazioni ripresero ininterrottamente fino alle prime ore del mattino del giorno 6. Nei sei giorni precedenti, dal 28 aprile al 3 maggio, il pluviometro aveva registrato una cumulata di 61,4 mm. Pertanto si trattò di piogge non particolarmente intense ma persistenti, dato che si protrassero per nove giorni consecutivi.
In poche ore, dalle 14:00 del giorno 5 alle prime ore del 6 maggio, 2 milioni di metri cubi di materiale si riversarono sui centri abitati nel territorio di Sarno,Siano e Bracigliano in provincia di Salerno,Quindici in provincia di Avellino e San Felice a Cancello in provincia di Caserta. Le vittime furono 160, delle quali 137 nella sola Sarno.
A Sarno le case distrutte furono 193; 306 quelle parzialmente distrutte; 561 quelle danneggiate. Complessivamente gli immobili distrutti e danneggiati furono 867. La frazione di Episcopio fu l’area maggiormente colpita. 48 le unità abitative ricostruite dai cittadini alluvionati nel comparto Casasale-Pedagnali; 21 gli immobili ricostruiti direttamente dal Commissariato di Governo-Arcadis nell'ambito del cosiddetto lotto 11. L'importo complessivo dei contributi per la ricostruzione e la riparazione delle abitazioni ammonta a circa 50 milioni di euro.
Le opere di messa in sicurezza post-frana realizzate dal Commissariato di Governo per la ricostruzione: 11 vasche per la raccolta di acque e fango per una capacità complessiva di 2 milioni di metri cubi; 20 km di canali per il convogliamento e il deflusso delle acque nelle vasche; strade di accesso ai fondi pedemontani. Restano da realizzare la vasca Vallone Santa Lucia, la messa in sicurezza del Saretto e il rifacimento del ponte di via Fiorentini. Complessivamente per le opere di messa in sicurezza sono stati spesi finora 150 milioni di euro.
Tragedia Sarno 5 maggio 1998. Iannone (Fdi): “Dopo vent’anni è forte il ricordo ma non è cresciuta la cultura della prevenzione”
Il Senatore di Fratelli d’Italia, Antonio Iannone, ha dichiarato: “a vent’anni dalla sciagura che colpí i comuni di Sarno, Siano, Bracigliano e Quindici è forte l’emozione del ricordo di quel 5 maggio 1998 in cui un’onda di fango mortale portò via le vite e le case di tante famiglie. Una tragedia che scosse le coscienze dell’Italia intera, ricordo di aver partecipato da militante politico prestato al volontariato i momenti in cui si attivò una straordinaria gara di solidarietà per portare soccorsi e aiuti nel mercato ortofrutticolo di Sarno. I funerali al campo sportivo furono uno strazio che è ancora fermo nella mia coscienza insieme alle scene del terremoto del 1980. Anche se qualche amministratore locale asserisce con orgoglio che dopo vent’anni la ricostruzione è quasi ultimata (!!!) questa pagina nera ha insegnato poco alla cultura della prevenzione: l’Italia ha un problema di dissesto idrogeologico spaventoso che continua a non essere affrontato, anzi i fondi sono sempre più insufficienti ed i cantieri sempre più in ritardo rispetto al rischio che incombe. Sarno ha insegnato solo che in questi casi, in Italia, basta trovare un capro espiatorio a cui addossare tutto il portato morale e materiale dell’accaduto.”
Il ricordo del consigliere comunale di Sarno Enrico Sirica Fratelli d'Italia
"Chi non ha memoria non ha futuro" tra la notte del 5 e del 6 maggio 1998 la nostra Città fu colpita da un movimento franoso di vaste dimensioni e tantissime famiglie persero i propri cari, 137 angeli volati in cielo nella sola Sarno, 160 in totale nelle aree colpite dall'evento straordinario, oggi nella ricorrenza del 20° anniversario è d'obbligo il ricordo commemorativo in quanto la vita stessa non può essere un 'elemosina ma è altrettanto doveroso sottolineare che ci sono ancora tante cose incompiute, quali ad esempio la ricostruzione degli alloggi da ultimare e da assegnare, i canali a cui va fatta urgentemente manutenzione, espropri da liquidare, risarcimenti alle famiglie , il monitoraggio costante , e cosi via, le istituzioni devono essere da garante e devono sempre tutelare il bene comune, chi di dovere deve agire! Il Popolo di Sarno non può dimenticare".