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Cava, uccise la moglie. Il giudice lo condanna e commenta: "Un raptus di follia"

10 Ottobre 2018 Author :  
Condannato a 30 anni di carcere, per omicidio volontario, il 48enne barbiere di Cava, Salvatore Siani, giudicato mesi fa per aver picchiato, preso a morsi e poi ucciso la moglie, Nunzia Maiorano, con 46 coltellate. Per i giudici, come emerge dalle motivazioni, fu un raptus di follia con le pugnalate sferrate davanti al figlio di 5 anni, attirato dalle urla della madre, mentre giocava in cortile. Se avesse premeditato l’omicidio, l’avrebbe pianificato in altro modo. Avrebbe utilizzato la pistola o il coltello ma in circostanze diverse. Escluso anche il «raptus di gelosia», come sostenuto invece dalla difesa, in virtù di un messaggio che l’uomo lesse sul cellulare della moglie, un mese prima. Per il giudice è la natura di quella crisi la chiave di lettura per spiegare l’omicidio. La vittima da tempo lamentava la scarsa presenza del marito in casa, e nella gestione dei figli. Il marito, invece, con quella separazione temeva di non vederli più. Eppure, anche se la separazione formale tra i due fosse in atto da pochi mesi, uno spiraglio di recupero c’era. Proprio da parte di Nunzia.Invece poi il tragico epilogo.

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