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Nel Salernitano 13 bimbi extracomunitari diventano cittadini onorari

21 Febbraio 2019 Author :  

Un gesto simbolico in un piccolo paesino del Cilento, in provincia di Salerno, che crede nell'integrazione, quella concreta, basata sul riconoscimento di pari diritti e uguali doveri a tutti i cittadini. Siamo a Ceraso, 2.650 abitanti, dove il Consiglio comunale ha conferito la cittadinanza onoraria a 13 bambini, figli di alcuni dei 21 extracomunitari che risiedono li' nell'ambito di un progetto Sprar avviato dal Comune. "Ovviamente, e' un atto simbolico, non riconoscendo ai 13 bambini alcun tipo di diritto", dice all'Agi il sindaco, Gennaro Maione. In totale, "qui, ci sono cinque famiglie, distribuite tra le cinque frazioni", spiega il primo cittadino sottolineando come a Ceraso si sia creata "un'integrazione spontanea e naturale dei cittadini", non essendoci stati "momenti di reazione". Anzi, ci sono "atti quotidiani di solidarieta'". Il riferimento e', in particolare, al 'regalo' che i cerasuoli hanno fatto, di recente, ad una famiglia di extracomunitari cristiani che ha battezzato il proprio piccolo. "La comunita' ha regalato alla famiglia il banchetto, una festicciola", dice Maione che parla di "una bella pagina di integrazione che riesce". Con la cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria ai 13 bimbi, a cui ha partecipato anche il presidente di Libera, don Luigi Ciotti, il sindaco vuole "richiamare l'attenzione, in questo particolare momento politico e storico, su un diritto fondamentale che e' quello dello Ius Soli che purtroppo e' stato accantonato ed e' ancora accantonato". E aggiunge: "Ci sono bambini che vanno nelle nostre scuole, giocano nelle nostre scuole calcio". Tra i 13 piccoli neo-cittadini onorari di Ceraso c'e' anche una bambina "nata, solo dieci giorni fa, all'ospedale di Vallo della Lucania". Da qui, il rammarico di Maione: "Non possono non avere diritti, non possono essere diversi dai miei figli e da quelli di altri cittadini. Non possiamo essere neutrali, non possiamo stare zitti e ognuno deve fare la sua parte su questo tema". Per il sindaco, il conferimento della cittadinanza onoraria e' anche "un modo per dire 'no' al decreto Salvini che abolisce lo Sprar, che e' quello che stiamo facendo a Ceraso e che funziona, e potenzia i centri di accoglienza che sono l'aspetto piu' problematico del fenomeno, quello che desta piu' reazioni da parte dei nostri concittadini". Si dice "contento" della totale mancanza di dimostrazioni di contrarieta' a Ceraso i cui abitanti li definisce "maturi" e "per questo siamo riusciti a fare tanto". Intanto, prosegue il progetto Sprar, "autorizzato dal ministero dell'Interno" che prevede che gli extracomunitari prestino la loro attivita' per lavori sociali. "Le donne puliscono il Comune e gli edifici pubblici, gli uomini lavorano con gli operai nel Comune, nella sistemazione del verde pubblico, tinteggiano ringhiere, palizzate", conclude Maione che rimarca di aver regalato, durante la cerimonia, "la Costituzione italiana ai bambini e alle loro famiglie".