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Sarno. Reddito di cittadinanza con Isee incompleto: confermato il sequestro preventivo dalla Cassazione

26 Gennaio 2021 Author :  

di Danilo Ruggiero 

Percepisce il reddito di cittadinanza omettendo di dichiarare gli immobili di proprietà. La Corte di Cassazione conferma il sequestro preventivo di somme in denaro disposto dal Tribunale di Nocera Inferiore. Un sessantenne sarnese è stato iscritto nel registro degli indagati dal Tribunale Penale di Nocera Inferiore per il reato di truffa commessa al fine di ottenere indebitamente il reddito di cittadinanza. Il procedimento penale, a carico del sarnese, è stato istaurato lo scorso marzo, quando, il Giudice per le indagini preliminari nocerino ha emesso un decreto di sequestro preventivo avente ad oggetto somme in denaro per un importo pari a 2 mila e 200 euro, nonché -per equivalente- i beni mobili e immobili nella disponibilità del 60enne fino alla concorrenza dell'importo di 4 mila e 500 euro, somma che secondo gli inquirenti sarebbe stata percepita con artifici e raggiri ai danni dello Stato. Tal raggiro, nello specifico, si sarebbe configurato con la presentazione una dichiarazione Sostitutiva Unica ai fini ISEE, di una consistenza immobiliare diversa da quella reale Il sarnese, vistosi rigettata anche l’istanza di riesame al Tribunale di Salerno per la revoca del decreto di sequestro preventivo, ha presentato ricorso per Cassazione. In tale sede, il 60enne, assistito dai suoi legali, ha negato la sussistenza di un artificio o di un raggiro, in quanto il controllo sull'atto falso non è stato preventivo, ma successivo all'erogazione del reddito di cittadinanza, ed ha eccepito che «Avrebbe comunque avuto diritto ai benefici del reddito di cittadinanza anche avesse inserito nella dichiarazione Isee le quote di proprietà dei terreni omessi». Poiché «Il Tribunale di Salerno ha riconosciuto l'effettiva sussistenza delle condizioni richieste per l'ammissione al reddito di cittadinanza, con conseguente inoffensività del fatto». La Corte di Cassazione, sezione penale presieduta dal magistrato Geppino Rago, valutando il ricorso come totalmente infondato ha richiamato la decisione del Tribunale di Salerno «Nel caso in esame, il ricorrente, attraverso l'indicazione, nella dichiarazione Sostitutiva Unica ai fini Isee, di una consistenza immobiliare diversa da quella reale (rectius artifizi e raggiri), ed assumendo, così, una condotta violativa della ratio sottesa alla disciplina speciale del reddito di cittadinanza, ha indotto in errore la Pubblica Amministrazione, conseguendo e procurando a sé una somma che, alla stregua della condotta assunta, in applicazione della legislazione speciale, è da considerarsi indebita, cagionando nel contempo alla Pubblica Amministrazione un danno consistito nella erogazione della somma a chi non aveva diritto, non già perché privo dei requisiti richiesti, ma perché autore di una condotta elusiva e non trasparente ai danni della Pubblica Amministrazione». In definitiva, è stato confermato il sequestro preventivo in denaro ai danni del 60enne.

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