Fiume Sarno. Campionamenti dell'acqua affidati ai laboratori privati per quasi 1 milione di euro, spunta un conflitto con le funzioni dell'Arpac

17 Settembre 2020 Author :  

di Danilo Ruggiero

Fiume Sarno, Campionamenti dell'acqua affidati ai laboratori privati per quasi 1 milione di euro. Ora, però, spunta un conflitto con le funzioni già attribuite all’Arpac.La Giunta Regionale della Regione Campania, nel bollettino ufficiale del 14 settembre scorso, ha reso noto l’avviso di aggiudicazione relativo alla appalto denominato“Intervento immateriale di monitoraggio e protezione civile, fase 2, di interesse regionale afferente il bacino idrografico del Fiume Sarno” con ad oggetto il “Servizio di campionamento ed analisi delle acque del Fiume Sarno” per un importo di oltre 950 mila euro. Le ditte vincitrici della procedura sono la Ambiente SpA di Carrara e la Natura Srl di Casoria. Mansione delle due ditte sarà quello di monitorare le stazioni di rilevamento già istallate su numerosi punti del bacino del fiume, quali una nel Comune di San Marzano Sul Sarno, una a Sarno, una a Nocera Inferiore, una a Scafati, una a Cava dè Tirreni e Mercato San Severino e le altri nei comuni del napoletano.Nello specifico, l’appalto è stato affidato dalla Regione Campania per consentire l’affidamento dei Servizi di campionamento ed analisi per la valutazione della qualità delle acque sul Fiume Sarno e sugli affluenti principali (Solofrana, Cavaiola, Calvagnola e Lavinaio).Più nel dettaglio, i laboratori dovranno garantire il prelievo di campioni d’acqua dal fiume Sarno ed i suoi affluenti principali, con l’analisi delle principali caratteristiche biologiche, con una cadenza di due volte all'anno, e chimiche con cadenza di ogni 30 giorni. Per alcuni operatori del settore tale affidamento comporterebbe una conflittualità con le attività istituzionali già svolte dall’Agenzia Regionale di Protezione ambientale, l'Arpac, delegata alla vigilanza e il controllo del rispetto delle normative vigenti, al supporto tecnico-scientifico agli Enti locali, l'erogazione di prestazioni analitiche di rilievo sia ambientale che sanitario, la realizzazione di un sistema informativo ambientale, e inoltre compiti di ricerca e informazione. Un esponente ambientalista del Comitato “No Vasche", l’ingegnere civile Vincenzo Adamo, ha parlato di uno spreco di denaro pubblico “Il tutto poteva essere tranquillamente gestito dalla società regionale campania Polo Unico Ambientale, ma per strani motivi, si tende sempre ad esternalizzare il servizio con un notevole aggravio di costi e uno spreco di soldi. A mio modo di vedere le centraline di rilevamento istallate non servono a nulla e potrebbero essere gestite anche dall’Arpac o Sma Campania. Vi è un doppione di competenze per il monitoraggio delle acque e il controllo della qualità e della portata. Ed inoltre questi dati non sono vengono mai resi pubblici” ha spiegato l’esperto.

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