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Sarno. "Ampliamento" Prt: ok del consiglio comunale alla costruzione di un nuova struttura,. Crescenzo unico ad astenersi. Annunziata lancia accuse a tutti

26 Ottobre 2022 Author :  

SARNO. Per il colosso dei rifiuti di via Ingegno, la PRT, arriva l'ok all'ampliamento dell'impianto. L'assise, quasi all'unanimità, si è espressa a favore di una deroga alle norme attuative dell’area pip per consentire, all’impresa, di realizzare un locale di depressurizzazione ed abbattere della metà i cattivi odori. L'unico astenuto è stato il consigliere comunale Crescenzo, mentre il resto della minoranza, pur votando sì alla delibera, ha chiesto all'esecutivo del sindaco Giuseppe Canfora di attivare con urgenza un piano di monitoraggio delle emissioni.

“Votiamo sì per la tutela dell’interesse pubblico” è stata la linea condivisa dall’assise cittadina riunitasi tenuta lunedì scorso a Palazzo San Francesco. All'ordine del giorno, di una lunga seduta di consiglio comunale, c’era un provvedimento richiesto su istanza di Pasquale Agovino, il patron della Polyurethan Recycling Technology di via Ingegno, l'azienda leader nel settore ecologico che da vari anni è finita nel mirino di cittadini, comitati ed associazioni per via delle presunte esalazioni odorigene che si diffondono da via Ingegno a gran parte del territorio sarnese.
Nel dettaglio, il privato ha presentato una richiesta di ampliamento del fabbricato esistente nell'area pip di Sarno in deroga alla disposizioni urbanistiche del piano degli insediamenti produttivi. L’intervento che intende realizzare la Prt riguarda la costruzione di un locale di depressurizzazione che, secondo i tecnici dell'azienda, permetterà l'abbattimento delle emissioni odorigene, fino al 50 per cento delle stesse, durante la fase di carico e scarico dei rifiuti dagli automezzi. Il provvedimento, passato prima al vaglio della Commissione Urbanistica, è così approdato in consiglio comunale per la votazione. La discussione si è aperta con la relazione illustrativa dell’assessore all’urbanistica Emilia Esposito. Tanti sono stati poi gli interventi degli esponenti consiliari dell'assise. In primis da parte della minoranza consiliare, la quale non ha risparmiato le proprie accuse verso l'esecutivo del sindaco Giuseppe Canfora per aver profuso poca attenzione verso la tematica ambientale. Tuttavia, all’esito del giro delle votazioni, in cui sia i consiglieri di maggioranza che di minoranza hanno espresso il loro voto favorevole in virtù del preminente “interesse pubblico” della proposta, il provvedimento è stato approvato. L’unico astenuto è stato Domenico Crescenzo che ha spiegato la ragione del suo non voto “Questa Amministrazione si è dimostrata impreparata sulla materia perché non ha dati scientifici da confutare con la relazione e i dati sulle emissioni odorigene fornita dall’imprenditore. Ancora peggio, poi, ci si chiede di votare a favore del provvedimento per interesse pubblico. Allora mi chiedo: perché se era così urgente la richiesta era stata datata 2020? Perché, se c’è un interesse pubblico, è stata tenuta nel cassetto e messa all’ordine del giorno solo adesso?” ha chiosato Crescenzo. Fuori dalle mura di Palazzo di città, all’indomani del voto, è arrivata la stoccata dal forzista Franco Annunziata, politico locale di lungo corso “Non capisco come un consigliere di maggioranza possa votare un provvedimento per un'azienda rispetto alla quale, non più tardi di due giorni prima, il proprio Sindaco ha presentato denuncia penale. Al tempo stesso non capisco come un consigliere di minoranza possa parlare di tutela dell'interesse pubblico. Si vota un provvedimento per interesse pubblico se un’azienda, procurando disagio alla città, mette in campo dei benefici per il territorio. Qui, invece, parliamo di un'attività che sta procurando sofferenze e, nella migliore delle ipotesi, contribuirà a diminuirle. Parliamo, dunque, di una votazione che mette una toppa ai disagi creati dall'iniziativa privata”.

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