Sarno. La Centrale di Biogas di Sarno costerà soltanto poco più di 1 milione di euro : il Tribunale fallimentare, andata deserta l’ennesima seduta, ha ordinato una nuova asta per il prossimo 21 febbraio. Ci sarà l’ennesimo tentativo di vendita (il quarto) per l’impianto di via Muro d’Arce nella località di Foce. La Centrale a biogas da digestione anaerobica, è stata messa all’asta dopo il fallimento della ditta proprietaria, la Sarno Ecologia e Ambiente. I potenziali compratori dovevano presentare la propria offerta entro 18 ottobre scorso presso il Tribunale di Nocera Inferiore, davanti al giudice delegato Bianca Manuela Longo. Anche l'ultima, seduta, però è terminata senza offerte. Pertanto, la mancata cessione dello stabilimento per la produzione dell’energia elettrica da 999 kilowatt nelle precedenti sedute di vendita, ha fatto diminuire ancora il prezzo minimo di vendita del bene. Adesso sarà sufficiente un’offerta minima di 1 milione e 63mila euro per rilevarlo, a fronte di un prezzo iniziale di 2 milioni e 100mila euro e di un costo di vendita indicato, nella consulenza tecnica estimativa, di 2 milioni e 400 mila euro. Attualmente l’impianto è concesso in affitto dalla curatela fallimentare del Tribunale di Nocera Inferiore alla società Alca Eco Ambiente al prezzo di 220mila euro all’anno. Dunque, considerato il diritto della curatela fallimentare di recedere da tale contratto senza preavviso, gli operatori economici interessati alla procedura concorsuale potranno presentare l’apposita offerta in busta sigillata versando un cauzione del 10 per cento. La curatela fallimentare, inoltre, ha specificato che l’impianto sarà ceduto nello stato di fatto e diritto in cui si trova con tutte le pertinenze, accessioni, azioni, servitù attive e passive. A tal proposito, preventivamente alle operazioni di vendita, i consulenti della curatela fallimentare hanno anche acquisito dagli uffici del Palazzo municipale tutti i permessi e le autorizzazioni agli oramai ex proprietari della centrale, da cui, risulterebbero, potenziali anomalie urbanistiche. «Non è stato rinvenuto il certificato di agibilità - si legge nella perizia- Non risultando possibile l’ipotesi di sanabilità straordinaria”. Ed inoltre: “Sulla scorta degli atti estratti dall’archivio edilizio comunale, per i manufatti costituenti l’insediamento, risultano possibili esposizioni sanzionatorie, eventualmente rilevanti e di tipo demolitorio, con riguardo a debordamenti oltre confine del lotto edilizio. Infine, per quanto riguarda l'altro impianto di biogas presente nella località di Foce, lo stesso è attualmente gestito dalla azienda agricola di Carmine Schiavone con sede a Santa Maria la Fasso in provincia di Caserta