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Sarno/Sant'Anastasia. "Concorsopoli", arrivano le condanne della Cassazione. Archiviata l'accusa all'ex assessore Salerno

15 Giugno 2023 Author :  

Si chiude la vicenda giudiziaria, conosciuta come “Concorsopoli”, con il ricorso respinto dalla Corte di Cassazione nei confronti del patron delle Agenzia di selezioni e concorsi, Alessandro Montuori. Mentre la Procura di Nola avrebbe archiviato, definitivamente, l’accusa legata al coinvolgimento dell’ex assessore sarnese Vincenzo Salerno: «Non sono emerse prove a suo carico».
E’ stata definita con un’ordinanza della Corte Suprema di Cassazione, Sezione Penale, la vicenda relativa al filone principale dell’inchiesta “Concorsopoli”, nata nel dicembre 2019 con l’ordinanza di custodia cautelare emanata dal Tribunale di Nola nei riguardi del sindaco del comune di Sant’Anastasia Lello Abete, del segretario comunale vesuviano Egizio Lombardi e dell’imprenditore salernitano Alessandro Montuori, quest’ultimo titolare dell’Agenzia Selezioni e Concorsi.
In tale inchiesta finirono, prima come persone informate sui fatti e poi come soggetti indagati il vice sindaco Roberto Robustelli e l’ex assessore alla cultura Vincenzo Salerno della giunta del sindaco Giuseppe Canfora.
In relazione al filone principale dell’inchiesta madre sui concorsi truccati, il processo a carico dei tre attori principali si è chiuso con la decisione della Cassazione che, dichiarando inammissibili i ricorsi proposti, e ha confermato le decisioni dei giudici di merito. Nel dettaglio, in primo grado l’iter si era chiuso con i riti alternativi e le pesanti condanne emesse dal Gup del Tribunale di Nola, con dieci anni di reclusione per Lello Abete, otto anni per Egizio Lombardi e sei anni per Alessandro Montuori. Il secondo grado di giudizio ha poi riaperto il calcolo delle pene sulla base di sviluppi ulteriori. L’imprenditore salernitano ha anche proceduto ad un risarcimento di 50mila euro nei confronti del Comune di Sant’Anastasia. Tuttavia, i tre esponenti chiave del meccanismo atto ad alterare i concorsi pubblici nell'hinterland vesuviano, hanno voluto presentare ricorso ai giudici di legittimità in ordine al mancato esame delle cause di proscioglimento, alla quantificazione della sanzione accessoria, alla confisca e all'aumento di pena per i reati satellite. Tutti i ricorrenti avevano rinunciato ai motivi di appello, esclusi quelli relativi riconoscimento delle circostanze attenuante, poi effettivamente concesse per raggiungere un concordato tra la Pubblica Accusa e la difesa.
Alla lente di ingrandimento Procura di Nola arrivarono, nell’ambito del filone bis dell’inchiesta, anche gli atti di altri concorsi svolti dalla società di Alessandro Montuori e il presunto coinvolgimento dei politici sarnesi Roberto Robustelli e Vincenzo Salerno in un concorso interno al Municipio di Sant’Anastasia.
A distanza di due anni dall’avviso di garanzia recapitato ai due sarnesi, il Tribunale di Nola avrebbe archiviato le accuse nei confronti dell’ex assessore Vincenzo Salerno in quanto, la notizia di reato sarebbe risultata infondata sulla base degli elementi acquisiti durante le indagini e ritenuti non idonei a sostenere l'accusa in giudizio. Tuttavia, resta ancora appesa ad un filo, la posizione del vice sindaco Roberto Robustelli. (Fonte La Città)