Dietrofront di due consiglieri comunali, fallisce la sfiducia a Pasquale Aliberti e rimane sindaco della città di Scafati. A fare un passo indietro rispetto al documento firmato il 24 gennaio scorso sono stati due consiglieri comunali di maggioranza, Paolo Attianese e Maria Berritto. Un cambio di rotta che salva Aliberti. Il documento, letto in aula dal consigliere Tafuro, non ha quindi raggiunto il numero necessario di voti per decretare la sfiducia. A rimanere sulla propria posizione, oltre all' opposizione, gli altri due dissidenti Gennaro Avagnano e Assunta Barone.
"Pensavo che la sfiducia al Sindaco fosse arrivata in Consiglio per qualcosa che non avevo fatto in neanche due anni di governo e invece, leggendo le motivazioni ancora non comprendo perché qualcuno avrebbe preferito il commissariamento. Tutto si può dire ma non che Scafati sia ferma. Sento ancora tanta violenza in questa Città che ha bisogno di confronto e non di scontro. Sono ancora il Sindaco di Scafati con orgoglio e passione", commenta cosi il sindaco Pasquale Aliberti.
Carotenuto: "Resta in sella soprattutto l’incoerenza"
"L’amministrazione Aliberti resta in sella, grazie a due consiglieri di maggioranza che, pur firmando la mozione, si sono tirati indietro. - dichiara il capogruppo di Scafati Arancione Francesco Carotenuto - A quale prezzo, a che costo, questo governo andrà avanti, lo vedremo di qui a poco.
Ma resta in sella è soprattutto l’incoerenza delle persone elette dal popolo, l’incoerenza dello stesso primo cittadino, forzista della prima ora che, con una disinvoltura senza precedenti, dichiara apertamente di sostenere Vincenzo De Luca alle imminenti elezioni regionali;
quello stesso De Luca cui non ha mai risparmiato attacchi.
Resta l’incoerenza di chi, pur sapendo di episodi che - volendo usare un eufemismo - rasentano l’illegalità, fino ad ora ha taciuto, invece di recarsi in Procura a denunciare.
Inutile nascondersi dietro la favoletta del chiarimento, che sembra, piuttosto, un baratto; inutile nascondersi dietro il bene per la città e della pace sociale, che sembrano solo degli slogan, insieme ad un atteggiamento vittimistico che, onestamente, ha stancato.
Capisco che l’aula consiliare non è un social dove si blocca e si banna chi non la pensa come te, ma si faccia lo sforzo di rispettare la democrazia almeno nell’aula consiliare.
E di avere un po’ di dignità e coerenza - le vere grandi assenti di questo consiglio comunale - ancor prima come uomini che come politici".