Si è conclusa ieri sera la vicenda giudiziaria che ha coinvolto undici sindaci del territorio del Consorzio di Bacino Salerno 1, chiamati in causa per presunte responsabilità nel mancato versamento dei contributi INPS e dell’IVA. Dopo quattro anni dalla citazione in giudizio, il Giudice Monocratico del Tribunale di Nocera Inferiore ha stabilito che “il fatto non sussiste”.
Gli amministratori erano accusati di non aver trasferito al Commissario del Consorzio le somme dovute dai Comuni per i servizi di raccolta rifiuti resi alle comunità, determinando così – secondo l’impianto accusatorio – il mancato pagamento dei contributi previdenziali ai dipendenti del Consorzio e dell’IVA.
Il procedimento riguardava Marco Galdi, Francesco Longanella, Giovanni Romano, Manlio Torquato, Gaetano Montalbano, Salvatore Bottone, Carmine Citro, Andrea Pascarelli, Nunzio Carpentieri, Sabato Tenore e Pietro Pentangelo.
«Ringrazio i miei avvocati Marco ed Alfonso Senatore per la professionalità, la competenza e la tenacia dimostrate in questi anni – ha dichiarato Giovanni Romano, ex sindaco di Mercato S. Severino – che hanno consentito di far emergere l’infondatezza dell’accusa formulata dalla Procura e riconosciuta dal Giudice. Nel mio caso, l’addebito era ancora più fragile, poiché il Comune si è avvalso dei servizi del Consorzio solo negli ultimi anni e limitatamente alla raccolta di carta e cartone in una piccola parte del territorio comunale».
Romano sottolinea inoltre come sotto accusa siano finiti sindaci mai coinvolti nella gestione operativa del Consorzio, affidata a un Commissario regolarmente retribuito, rimasto estraneo al procedimento. «Sono trascorsi comunque troppi anni – aggiunge – per arrivare all’accertamento dell’insussistenza dei fatti ritenuti dalla Procura penalmente rilevanti. Una riforma della giustizia davvero efficace non può prescindere dalla riduzione dei tempi degli accertamenti e dei processi».
Nel pronunciamento finale, un commosso ricordo è stato rivolto al sindaco di Roccapiemonte, Andrea Pascarelli, recentemente scomparso, che non ha potuto apprendere personalmente l’esito assolutorio del procedimento.