L'imprenditore del settore alimentare era sparito il 9 febbraio. Le accuse contestate dalla DDA di Napoli sono pesantissime: sequestro di persona a scopo di estorsione aggravato dal metodo mafioso, morte in conseguenza di altro reato e occultamento di cadavere.
POGGIOMARINO – Dopo mesi di indagini è arrivata la svolta sul caso della scomparsa di Francesco Vorraro, l'imprenditore 58enne originario di Somma Vesuviana e residente a Poggiomarino di cui si erano perse le tracce lo scorso 9 febbraio.
Nella notte i carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Torre Annunziata hanno eseguito un decreto di fermo emesso d'urgenza dal sostituto procuratore Giuseppe Visone della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli nei confronti di quattro persone, tutte di età compresa tra i 32 e i 34 anni.
Gli indagati dovranno rispondere delle gravissime accuse di sequestro di persona a scopo di estorsione aggravato dalla finalità mafiosa, morte in conseguenza di altro reato e occultamento di cadavere.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, i quattro avrebbero sequestrato l'imprenditore del settore alimentare, scomparso nel nulla oltre quattro mesi fa e mai più ritrovato. Un'ipotesi investigativa che, con i provvedimenti eseguiti nelle ultime ore, segna un punto di svolta nell'inchiesta coordinata dalla DDA partenopea.
La scomparsa e il ritrovamento dell'auto
La vicenda aveva destato forte preoccupazione fin dai primi giorni. L'ultima traccia certa di Francesco Vorraro risale al 9 febbraio 2026. Poco dopo la sua scomparsa, la sua automobile venne ritrovata nella zona industriale di Sarno, un elemento che fin da subito aveva fatto temere agli investigatori che l'uomo potesse essere stato vittima di un'azione criminale.
Da allora sono scattati accertamenti, verifiche e attività tecniche che hanno coinvolto i carabinieri e la Direzione Distrettuale Antimafia nel tentativo di ricostruire le ultime ore dell'imprenditore.
Le immagini decisive
Tra gli elementi ritenuti determinanti dagli investigatori figurano anche le immagini di videosorveglianza acquisite nel corso delle indagini. L'ultimo filmato che ritrae Vorraro ancora in vita lo mostra in compagnia di altre due persone.
L'analisi dei video, unita agli approfondimenti investigativi sviluppati negli ultimi mesi, avrebbe consentito agli inquirenti di delineare il quadro indiziario che ha portato all'emissione dei quattro decreti di fermo.
Il giallo del corpo mai ritrovato
Nonostante la svolta investigativa, resta ancora aperto uno dei capitoli più drammatici della vicenda: il corpo dell'imprenditore non è stato finora ritrovato.
Proprio per questo motivo le ricerche e gli accertamenti proseguono senza sosta. Gli investigatori sono al lavoro per ricostruire ogni fase del presunto sequestro e individuare il luogo in cui potrebbe essere stato occultato il cadavere.
Nelle prossime ore i quattro fermati compariranno davanti all'autorità giudiziaria per l'interrogatorio di garanzia, mentre la Procura continua a lavorare per chiarire tutti i contorni di una vicenda che ha profondamente scosso le comunità di Poggiomarino e Somma Vesuviana.