Dopo mesi di ricorsi, battaglie legali e speranze di una riapertura, per il Grand Hotel La Sonrisa sembra essere arrivato il momento più difficile della sua storia. La celebre struttura di Sant’Antonio Abate, conosciuta in tutta Italia come il "Castello delle Cerimonie" grazie all'omonimo programma televisivo, si avvia verso la chiusura delle proprie attività ricettive e di ristorazione in seguito all'ultima decisione del Consiglio di Stato.
La pronuncia dei giudici amministrativi ha infatti confermato la linea già adottata dal Tar della Campania, respingendo la richiesta cautelare avanzata dalla famiglia Polese contro la revoca delle licenze disposta dal Comune. Una decisione che, di fatto, impedisce alla struttura di continuare a operare come albergo e location per eventi.
Sul sito ufficiale della Sonrisa non compare alcun comunicato sulla vicenda, ma un dettaglio non è passato inosservato. Tentando di prenotare una camera, gli utenti visualizzano un messaggio che segnala l'assenza di disponibilità e possibili restrizioni sui pernottamenti, alimentando ulteriormente le ipotesi sulla cessazione delle attività.
Per oltre quarant'anni il complesso è stato un punto di riferimento per matrimoni, ricevimenti e grandi eventi in Campania, diventando anche un fenomeno televisivo nazionale. Tuttavia, la vicenda affonda le sue radici nella sentenza definitiva emessa nel febbraio 2024, quando la Cassazione ha confermato la confisca urbanistica della struttura per lottizzazione abusiva.
Da allora il Comune di Sant’Antonio Abate è diventato proprietario del bene e ha progressivamente avviato una serie di provvedimenti amministrativi, tra cui revoche di autorizzazioni e ordinanze di sgombero, successivamente confermati dai tribunali amministrativi.
Un mese fa il Consiglio di Stato aveva concesso una sospensione temporanea degli effetti del provvedimento, permettendo alla struttura di continuare a lavorare per alcune settimane. L'ultima ordinanza, però, ha cambiato radicalmente lo scenario, stabilendo che la confisca è pienamente efficace anche nei confronti delle società riconducibili alla proprietà.
Secondo le indiscrezioni, Imma Polese e il marito Matteo Giordano avrebbero già iniziato a trasferire in altre location della zona gli eventi precedentemente programmati, soprattutto in vista della stagione estiva, tradizionalmente la più intensa per il settore delle cerimonie.
Nonostante il quadro appaia estremamente complesso, la partita giudiziaria non sarebbe ancora del tutto conclusa. Restano infatti aperti alcuni fronti legali: l'udienza pubblica davanti al Consiglio di Stato prevista per il 24 novembre 2026, il pronunciamento della Cassazione sul ricorso relativo alla revisione del processo per lottizzazione abusiva e l'eventuale ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.
Per il momento, però, il futuro del Castello delle Cerimonie appare più incerto che mai. Quella che per anni è stata una delle location simbolo delle feste e dei matrimoni nel Sud Italia rischia di trasformarsi definitivamente in una delle vicende giudiziarie più discusse degli ultimi anni.