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Precedenti penali, rapporti con pregiudicati e frequentazioni con i clan: il passaggio della relazione che scuote Sarno

07 Luglio 2026 Author :  

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'Interno, ha deliberato lo scioglimento del Comune di Sarno per infiltrazioni della criminalità organizzata, ai sensi dell'articolo 143 del Testo unico degli enti locali. Un provvedimento straordinario, tra i più gravi previsti dall'ordinamento, adottato al termine dell'accesso ispettivo disposto dalla Prefettura di Salerno, che ha portato all'insediamento di una Commissione straordinaria chiamata ad amministrare l'ente per i prossimi diciotto mesi.

Alla base della decisione vi è una corposa relazione prefettizia, recepita integralmente nel decreto del Presidente della Repubblica, nella quale vengono analizzati centinaia di atti amministrativi, affidamenti, nomine, procedure urbanistiche e, soprattutto, i rapporti personali e istituzionali che avrebbero caratterizzato l'azione dell'amministrazione comunale eletta nel 2024.
Tra tutti i capitoli della relazione ce n'è uno che sta facendo particolarmente discutere. Non riguarda appalti, urbanistica o concessioni, ma entra direttamente nella composizione della classe politica e dell'apparato burocratico del Comune. È un passaggio destinato a diventare uno dei punti centrali dell'annunciato ricorso dell'ex amministrazione e, probabilmente, del futuro contenzioso davanti alla giustizia amministrativa.

C'è un passaggio della relazione prefettizia che, più di altri, restituisce la portata delle valutazioni formulate dallo Stato nei confronti dell'ormai ex amministrazione comunale di Sarno. Poche righe, dense di affermazioni pesantissime, che rappresentano uno dei pilastri su cui il Governo ha fondato la decisione di sciogliere il Consiglio comunale per infiltrazioni camorristiche.
La relazione entra nel cuore della compagine politica eletta nel 2024. Non si limita ad analizzare gli atti amministrativi o le procedure. Va oltre. Esamina persone, relazioni, frequentazioni, legami familiari e precedenti giudiziari.

Ed è proprio qui che emerge uno dei passaggi più delicati dell'intero documento.
La Commissione d'accesso scrive infatti di aver analizzato i componenti della maggioranza eletta nel 2024, rilevando, per molti di essi, collegamenti e frequentazioni con soggetti riconducibili, direttamente o indirettamente, alla criminalità organizzata.
Un'affermazione già di per sé gravissima. Ma il passaggio successivo alza ulteriormente il livello delle contestazioni.

La relazione afferma infatti che alcuni amministratori, tra cui lo stesso primo cittadino di Sarno, risultano interessati da precedenti penali o di polizia.
Il documento, in questo punto, non specifica quali siano i precedenti riferibili al sindaco né indica i singoli episodi. Tuttavia, il semplice inserimento del primo cittadino tra gli amministratori interessati da precedenti costituisce uno degli elementi valorizzati dalla Commissione nel giudizio complessivo sull'ente.
Non è tutto.
Gli ispettori esaminano anche la composizione delle liste che sostenevano il sindaco nelle elezioni amministrative del 2024.

Secondo quanto riportato nella relazione, uno dei candidati al Consiglio comunale, poi non eletto, sarebbe legato da stretti rapporti di parentela con un soggetto ritenuto controindicato, destinatario degli arresti domiciliari e successivamente rinviato a giudizio per reati contestati in concorso con il capo del clan richiamato nel provvedimento.

Un elemento che, secondo la Prefettura, contribuisce a delineare il contesto relazionale nel quale si sarebbe sviluppata l'attività politico-amministrativa.
Ma l'analisi non si ferma agli amministratori. La Commissione d'accesso ha esteso gli accertamenti anche all'apparato burocratico del Comune.

Anche in questo caso, il quadro descritto è estremamente severo.
La relazione evidenzia che alcuni dipendenti comunali risultano gravati da precedenti penali o di polizia, anche per reati associativi. Per altri vengono invece segnalati rapporti di contiguità, frequentazioni o vincoli di parentela con esponenti del contesto criminale locale.

Va precisato che la relazione non indica i nomi degli amministratori o dei dipendenti coinvolti, né specifica, nel passaggio esaminato, la natura dei singoli precedenti riferiti al sindaco o agli altri amministratori. Il giudizio espresso dagli ispettori è costruito sulla valutazione complessiva del contesto amministrativo e relazionale e non attribuisce, in questo punto della relazione, specifiche responsabilità penali individuali.