«Sindaco, siamo stranamente d’accordo con lei: la competenza è regionale. Ed è proprio per questo che ci ha ampiamente STANCATO».
È l’apertura della nota del Partito Democratico di Scafati, che replica al sindaco Pasquale Aliberti sui temi dell’ospedale Mauro Scarlato e del fiume Sarno.
«Ci ha stancato questo continuo tentativo di piegare i fatti alle esigenze della propaganda, scegliendo ogni volta quale pezzo di storia raccontare e quale dimenticare. Se non sentissimo il dovere di fare chiarezza nei confronti dei cittadini, rispetto al post da lei pubblicato, questa volta non le avremmo nemmeno risposto».
Il Pd contesta quindi il richiamo del sindaco alla pace sociale:
«Lei richiama spesso la pace sociale, predica moderazione e rispetto con toni talmente solenni da poterle garantire un posto tra i ranghi del clero romano. Poi, quando torna alla propaganda, dimentica ogni sermone e offre alla città ricostruzioni parziali. E visto che abbiamo evocato il clero, una piccola nota teologica ci sia consentita: tra i dieci comandamenti ce n’è uno che recita “Non dire falsa testimonianza”. Tra una predica sulla pace sociale e l’altra, varrebbe la pena rispolverare anche quello».
La nota entra quindi nel merito della ricostruzione proposta da Aliberti:
«Oggi è andato a recuperare un post del 2022 per parlare di Ospedale e Sarno. Probabilmente aveva troppa fretta per continuare a scorrere e arrivare fino al 2010.
Nessun problema, Sindaco: la aiutiamo noi a completare questo esercizio di memoria».
Ospedale: la storia non comincia nel 2022
Il Pd ricostruisce quindi la vicenda del Mauro Scarlato a partire dal 2010:
«OSPEDALE: LA STORIA NON COMINCIA NEL 2022
Chi governava la Regione Campania quando venne programmato il ridimensionamento del Mauro Scarlato e la chiusura del Pronto Soccorso di Scafati?
Il centrodestra guidato da Stefano Caldoro.
E chi era Sindaco di Scafati?
Pasquale Aliberti. Lei.
Il Decreto commissariale n. 49 del 2010 ridisegnò la rete ospedaliera campana e per il Mauro Scarlato dispose la riconversione in struttura ospedaliera ad indirizzo riabilitativo.
E chi firmò quel decreto? Stefano Caldoro, Presidente della Regione e Commissario ad acta per la sanità. La firma è lì, in fondo all’atto, nero su bianco.
Il successivo Piano attuativo dell’ASL Salerno fu ancora più esplicito: per l’area dell’Agro nocerino-sarnese veniva pianificata la chiusura dei Pronto Soccorso di Scafati.
Non è un’opinione politica. È la cronologia degli atti. E quella, Sindaco, non si riscrive nemmeno con uno dei suoi ormai celebri kolossal social: non basterebbero musiche, montaggio e primi piani, neppure affidandone la regia a Paolo Sorrentino».
Il Pd prosegue poi richiamando la composizione politica di quegli anni:
«In quegli anni il centrodestra governava contemporaneamente Regione e Comune e, dal settembre 2011, il centrodestra scafatese disponeva anche di una rappresentanza diretta in Consiglio regionale con Monica Paolino, moglie del Sindaco, eletta nel PdL e appartenente alla maggioranza che sosteneva Caldoro.
Non le attribuiamo atti che non ha sottoscritto. Ma la responsabilità politica di quella stagione ha un colore preciso.
E allora la domanda è semplice: dov’erano allora le mobilitazioni, le manifestazioni e la capacità di incidere sulla propria parte politica?
Perché la battaglia decisiva per il Mauro Scarlato andava combattuta quando bisognava impedirne il ridimensionamento, non quindici anni dopo.
Aliberti era perfettamente inserito nella stessa filiera politica che governava la Regione: stesso centrodestra, stessi riferimenti, stesso schieramento. Eppure, quando quella filiera decideva il destino del Mauro Scarlato, la sua voce evidentemente non riusciva a farsi sentire. Contava così poco all’interno del suo stesso schieramento, oppure in quel momento le sue priorità politiche erano altre, compreso il percorso che avrebbe portato sua moglie in Consiglio regionale proprio nelle fila di quel centrodestra? Noi non facciamo processi alle intenzioni. Ma la domanda, politicamente, è più che legittima.
Oggi alza la voce contro gli avversari. Peccato che avrebbe dovuto alzarla con i suoi».
Il Partito Democratico affronta anche le responsabilità della propria parte politica:
«Non ci sottraiamo alle responsabilità della nostra parte politica. Il centrosinistra ha governato la Regione negli anni successivi e non è ancora riuscito a restituire alla città ciò che aveva perso.
Ma una cosa è non essere riusciti a restituire ciò che era stato tolto. Un’altra è governare quando quella perdita viene programmata e concretizzata.
Ed è proprio per questo che oggi stiamo lavorando e dialogando con le istituzioni, anche quando sono governate dalla nostra parte politica, affinché il nuovo assetto previsto per il Mauro Scarlato si traduca finalmente in servizi reali.
Senza sceneggiate, senza passerelle e senza intestarsi risultati prima ancora che esistano».
La vicenda del 2022
La nota torna poi sull’iniziativa del 2022 con Piero De Luca:
«Quanto poi alla vicenda del 2022, qui la scorrettezza del racconto diventa ancora più evidente. Il Sindaco sa bene che Piero De Luca e il PD non “scapparono” davanti ai cittadini: l’iniziativa fu annullata in un clima di forte tensione, dopo la convocazione di una contromanifestazione, e quanto accaduto fu persino segnalato al Prefetto.
Questa non è memoria corta, Sindaco. È memoria selettiva».
Il Sarno e la gara da oltre 406 milioni di euro
Il Pd affronta quindi il tema del fiume Sarno:
«E VISTO CHE HA CITATO IL SARNO...
Qui la contraddizione diventa persino più evidente.
Il Sindaco dice: “la competenza è regionale”.
Benissimo. Allora diciamo anche che il 31 luglio 2026 è stata pubblicata la gara da 406.990.761,29 euro per il Programma Strategico di Riqualificazione Ambientale e Contrasto al Rischio Idraulico del Bacino del Fiume Sarno.
Un programma regionale, cofinanziato con risorse europee, che interessa direttamente Scafati con interventi sul Rio Sguazzatorio, Canale Marna, Fiume Sarno, tratto dalla foce alla traversa di Scafati, oltre a dragaggio e gestione dei sedimenti.
Perciò mettiamoci d’accordo: non è possibile considerare regionali le colpe e comunali i meriti».
Il Pd prosegue:
«Finora l’abbiamo lasciata celebrare, con i suoi immancabili video-annuncio, opere programmate da altri. A dire il vero, cominciava quasi a farci tenerezza. Ma visto che oggi è proprio lei a ricordarci che la competenza sul Sarno è regionale, la ringraziamo per questo inaspettato contributo alla verità.
Il Sindaco non ha programmato né finanziato questi interventi. Sono interventi della Regione Campania, finanziati con risorse regionali ed europee.
Si concentri allora su ciò che compete al Comune e sui controlli che l’Amministrazione è chiamata a svolgere sul territorio, invece di trasformare il lavoro di altre istituzioni in annunci personali. Perché, mentre la Regione programma interventi per oltre 406 milioni di euro, il contributo più originale della sua Amministrazione al problema Sarno sembra essere stato quello di mettere i deodoranti al fiume. Peccato che il Sarno non abbia bisogno di profumare: ha bisogno che si individuino e si contrastino gli sversamenti illegali.
A ciascuno le proprie competenze, Sindaco. È stato lei a ricordarcelo. E, soprattutto, a ciascuno le proprie responsabilità.
Noi continueremo a lavorare perché il nuovo assetto del Mauro Scarlato diventi realtà e perché gli oltre 406 milioni di euro programmati sul Sarno diventino cantieri e opere concrete.
Senza appropriarci oggi di risultati che devono ancora arrivare e senza sottrarci alle responsabilità, comprese quelle della nostra parte politica.
Ma una cosa non accetteremo più: che Pasquale Aliberti scelga ogni volta il punto della storia dal quale gli conviene cominciare a raccontarla.
Se vuole parlare di memoria, siamo disponibili».
Il riferimento alla prossima campagna elettorale
Nella parte finale, il Pd collega il dibattito sul passato alla situazione politica attuale:
«E FORSE CAPIAMO PERCHÉ TANTO INTERESSE PER IL PASSATO
A questo punto un dubbio viene: non è che è già cominciata la prossima campagna elettorale, per lui o per qualche altro membro della famiglia?
Perché mentre il Sindaco rovista nei post del 2022, forse spera di distrarci dalla Scafati del 2026: dal fallimento politico della Notte Bianca, con innumerevoli attività disinteressate e rimaste chiuse e una città lasciata il giorno dopo in condizioni indecorose, fino al disastro del PUC, dal quale evidentemente spera di distogliere l’attenzione.
Se l’obiettivo è spostare il dibattito altrove, però, ha scelto male il bersaglio: non ci distrarremo.
Continui pure a cercare vecchi post. Noi continueremo ad occuparci della città che lei amministra oggi.»