Un progetto che rischia di limitarsi alla dimensione dell’arredo urbano, tralasciando gli interventi strutturali necessari per garantire la vivibilità, la sicurezza e la fruibilità degli spazi pubblici. È la riflessione sollevata da Fratelli d’Italia Sarno in merito al nuovo piano per il Distretto Urbano del Commercio “Sarno Duc 2026: Abbellimento, Attrattività e Innovazione del Distretto Urbano del Commercio”, un intervento da oltre 227 mila euro volto a sostenere le attività produttive e a rendere più attrattivo il centro cittadino.
Sebbene la finalità di rilanciare l'economia e il commercio di prossimità sia pienamente condivisa, il partito esprime riserve sulla scelta di superare la precedente impostazione, la quale prevedeva risorse destinate a marciapiedi, abbattimento delle barriere architettoniche, efficientamento dell'illuminazione a led e videosorveglianza nelle aree commerciali.
«A Sarno c’è una cosa che non possiamo più permetterci: confondere il rilancio della città con un semplice intervento di arredo urbano», dichiara Enrico Sirica, coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia. «Il precedente progetto prevedeva una componente importante di riqualificazione strutturale: marciapiedi, abbattimento delle barriere architettoniche, pubblica illuminazione a led e videosorveglianza nelle principali aree commerciali. Nel nuovo progetto questa parte viene completamente superata. Restano invece risorse per arredi, verde, illuminazione decorativa, installazioni artistiche, eventi, comunicazione e strumenti digitali. Sono interventi che possono certamente contribuire a rendere più gradevole il centro, ma Sarno ha bisogno di qualcosa in più. Ha bisogno di strade sicure, marciapiedi percorribili, illuminazione pubblica efficiente, videosorveglianza, accessibilità, manutenzione e una visione complessiva di rigenerazione urbana».
Secondo l'analisi del partito, il commercio locale può rinascere soltanto attraverso una rigenerazione diffusa che non dimentichi le aree periferiche, i quartieri storici e le risorse ambientali del territorio, rispondendo alle segnalazioni quotidianamente avanzate dai cittadini.
«Basta ascoltare i residenti per capirlo», prosegue Sirica. «C’è chi segnala che piazza Marconi è al buio, chi chiede maggiore sicurezza, chi domanda una rete di piste ciclabili e chi richiama l’attenzione sulle condizioni delle strade del centro storico. Le osservazioni su via Mariano Abignente e sul Borgo San Matteo raccontano una Sarno che non può essere considerata soltanto attraverso le sue arterie commerciali principali. Il centro storico deve tornare a vivere, i suoi palazzi devono essere valorizzati e il commercio deve poter rinascere insieme alla qualità urbana. Lo stesso vale per Foce, per il lungofiume e per le aree che rappresentano una straordinaria opportunità turistica, ambientale e commerciale. Un negozio può riaprire se torna la gente, e la gente torna dove trova una città bella, sicura, accessibile e viva».
In vista della conclusione della fase commissariale e del successivo ritorno alle urne, il coordinamento cittadino si propone di elaborare una proposta programmatica complessa che guardi allo sviluppo della città nei prossimi decenni.
«Il periodo del commissariamento deve essere rispettato nelle sue funzioni istituzionali. Ma quando la città tornerà ad avere una guida politica scelta dai cittadini, non potremo ricominciare da zero», sottolinea Enrico Sirica. «Dovremo avere già una visione, delle priorità e un programma credibile. Non abbiamo bisogno di promettere miracoli, ma di tornare a progettare Sarno. Il rilancio del commercio non può essere soltanto una questione di panchine, fioriere o luci decorative: deve essere parte di un progetto più grande che metta insieme riqualificazione degli spazi pubblici, sicurezza, valorizzazione del patrimonio storico e mobilità sostenibile. Questa è la sfida che ci aspetta, e Fratelli d’Italia vuole esserci con una proposta seria, concreta e vicina alle esigenze del territorio».