Pagani. "In cammino per... regalare una città più verde, più accogliente e turistica", il grande sogno di Lello De Prisco

21 Maggio 2019 Author :  

Lello De Prisco è la grande sorpresa di questa campagna elettorale paganese. Alla sua prima candidatura da sindaco, ma sin da adolescente in politica: Consigliere comunale nella prima consiliatura Gambino e tre anni assessore agli affari legali nella seconda consiliatura Gambino, poi le dimissioni per divergenze politiche. Infine, la scelta di candidarsi a sindaco, coinvolto da un gruppo di amici. De Prisco avvocato 46enne, sempre con il sorriso sulle labbra, ha fatto tornare in tanti la voglia di fare politica. A suo sostegno 5 liste civiche un vero e proprio movimento di popolo che vuole cambiare Pagani. Un popolo che vuole vedere “Camminare…” Pagani in modo diverso, con un passo diverso rispetto al recente passato. “La candidatura nasce all'incirca un anno e mezzo fa – spiega Lello De Prisco - alcuni amici mi hanno chiesto se ero disponibile a candidarmi e riprendere l'attività politica. Subito dopo ho sondato il terreno tra gli amici e da un piccolo gruppo abbiamo iniziato a costruire. In un primo momento c'è stato qualche ragionamento anche tra i classici partiti del centro-destra però, poi, nel corso dei mesi mi sono accorto che i partiti ostacolavano soltanto, non fosse altro, perchè hanno dei tempi completamente diversi rispetto alla gestione di situazioni in cui sei tu a determinare e a dettare i tempi. Quando mi sono accorto che i partiti non avrebbero deciso nemmeno per marzo/aprile 2019 son partito da solo ed ho avuto modo di aggregare anche persone, professionisti, giovani, donne a prescindere dall'estrazione politica da dove provenivano e, quindi, su un progetto politico civico. Con il passare del tempo le forze sono sempre più cresciute, soprattutto i giovani, le donne e le mamme si sono entusiasmate al progetto perché erano stanche sia della vecchia amministrazione ma anche di vivere in queste condizioni. Anche quando il centrodestra ha deciso di candidare Alberico Gambino io non ho vissuto una flessione di adesione, anzi, il fatto che si sia candidato Alberico non mi ha danneggiato ma, forse paradossalmente, mi ha favorito. Mi avrebbe danneggiato molto di più qualche candidato più nuovo rispetto a qualcosa di già vissuto, per cui oggi pur non volendo essere io la novità, sono visto come il nuovo, nonostante la mia esperienza politica. Sicuramente le idee programmatiche sono più innovative, per cui vengo percepito come la novità e questo mi ha fatto aggregare molto ed è venuto meno anche l'altro candidato sindaco l’ avvocato Raffaele De Pascale, appoggiandomi con una lista civica”.

La Pagani che pensa di trovare Lello De Prisco

“Viviamo la situazione economica che vivono un po’ tutti gli altri paesi. A Pagani abbiamo scontato anche un ingiusto processo, che ci ha affossati come città. Non so se Bottone ha risanato le casse comunali perché tuttora resta un mistero. Anche perché non hanno approvato nemmeno il bilancio che avrebbero dovuto fare entro il 30 di aprile. Certamente abbiamo una forte difficoltà economica però, ovviamente, non mi spaventa. Penso che ci sia la possibilità di rimettere in equilibrio il bilancio. Sicuramente non mi spetta una situazione semplice, non mi aspetto delle casse floride, però quello che è mancato nell'attuale amministrazione è anche la capacità di intercettare finanziamenti che pure potevano essere intercettati. Questa amministrazione è mancata anche nelle operazioni a costo zero. E’ vero che Bottone ha ereditato una situazione non buona, dopo Gambino e Commissari, ma non ha fatto altro che spalmare il debito in diversi anni. Non so se ha fatto o meno un vero risanamento, o soltanto una distribuzione del debito negli anni. Si parla della perdita di finanziamento di una scuola in campagna, perché non è stato presentato il progetto esecutivo, così come altri finanziamenti non sono mai stati intercettati. Quindi, grande guaio è stato pure che si è operato anche poco di fantasia. Questo è il grande lascito di Salvatore Bottone, è stato un ligio burocrate e basta.

“Noi siamo la terza via tra Gambino e Bottone, siamo il passo giusto”

“Non posso dire chi è stato il migliore o peggiore tra Gambino e Bottone, entrambi hanno portato una qualità e delle responsabilità, dei pregi e dei difetti, per cui noi siamo la terza via, la posizione di mediana tra rigore e fantasia. Se Gambino era troppo spinto, Bottone è troppo lento, tra il troppo lento è troppo spinto c'è il passo giusto e noi siamo quelli, non a caso la lista si chiama “In cammino”, perchè i cammini li fanno soltanto chi usa i passi giusti perché se acceleri ti spompi e non arrivi alla metà, se vai troppo lento manco va bene. Devi sapere bene i passi che devi muovere ma soprattutto i tempi”.

Lello De Prisco è “In cammino per… palazzo San Carlo. Ma quanto manca per raggiungere la meta?

“Le sensazioni sono buone, però le sensazione sono una cosa è quello che esce dalle urne sono altre. La sensazione è che noi siamo percepiti come la novità, pure quelle famiglie che hanno dei candidati nelle liste, un po' forzate, degli altri candidati, sembra che abbiano scelto di votare un sindaco nuovo, che non è la novità ma il nuovo rispetto agli altri due candidati sindaco. Anche le liste che mi sostengono sono un’altra cosa e possono essere una sorpresa, cosa che non va sottovalutata. C'è tutto un mondo nuovo dietro queste elezioni: quelli che prima erano i portatori d'acqua in questa campagna elettorale sono diventati protagonisti. I vecchi protagonisti rimarranno al palo, è cambiato tutto. Due cose sono fondamentali: il genitore non condiziona più il figlio, ma si è capovolta la situazione, sono i giovani che determinano i voti dei genitori, di quelli più grandi della famiglia; e poi ci sta un'altra cosa che va sfatata, sono le donne che indirizzano il voto degli uomini e non viceversa. Questi due paradigmi, che sono completamente cambiati, mi favoriscono in questo momento perché io dal primo momento ho parlato alle donne di questa città perché le trovo le più attive, perché vivono di più il problema dei figli, le problematiche cittadine. E’ la donna che accompagna i figli a scuola, è la donna che va a fare la spesa, è la donna che vive maggiormente la città e conosce tutte le problematiche. Così come i giovani mi vedono come uno di loro, anche perché ho da tempo iniziato a parlare con loro. Inoltre, sono molto disillusi da vecchie promesse e siccome si sono candidati gli stessi che hanno fatto delle promesse in questi anni, loro non ci cascano più, hanno un tasso culturale anche più elevato, perché sono più scolarizzati. Inoltre, le mie liste all'interno vedono molta presenza di associazioni giovanili, di associazione di volontariato, di associazioni cattoliche, associazioni di ultrà, oltre ai professionisti. Forse domenica scorsa in villa Comunale c'è stato uno spartiacque tra il vecchio e il nuovo, perché hanno avuto l'idea plastica di quello che sta succedendo, fino a domenica scorsa non ci credevano neanche loro. Tutto è arrivato al momento giusto della campagna elettorale”.

I primi provvedimenti da prendere

“Dobbiamo subito dettare le regole, ed è il codice deontologico sia per gli amministratori che per i dipendenti comunali. Noi abbiamo assistito troppo spesso a delle fughe in avanti di alcuni dipendenti comunali e dei dirigenti, a cui non è più concesso di non essere imparziali rispetto al cittadino utente che viene. La prima cosa da curare è l’immagine della macchina comunale, della macchina burocratica. Questa è una cosa a cui tengo molto”.

Turismo religioso e il cammino di Sant’Alfonso

“Una cosa su cui ho investito molto è il turismo religioso, sulla città di Sant'Alfonso e siccome quando saremo eletti, poco dopo inizieranno i preparativi per la festa di Sant'Alfonso, lanceremo la grande idea del “Cammino di Sant'Alfonso”, e sarà un primo passo per intercettare i pellegrini in questa città. Pellegrini su cui puntiamo per cambiare tutta l'economia della città. Quindi quello sarà il primo segnale della città che abbiamo in mente. Quando parlo della città dell'accoglienza in termini spirituali e religiosi è un cambio d'animo della cittadinanza che vuole creare una nuova comunità. In termini più laici vuol dire costruire una città diversa, più accogliente. Ciò vuole dire un nuovo look, un Puc nuovo e creare tanti spazi verdi accoglienti e quindi: piano traffico nuovo, nuovi parcheggi, ma soprattutto tanto verde e pensare soltanto alla rigenerazione urbana. Ma se si pensa di costruire sempre case e non servizi, noi non facciamo mangiare il cemento ai nostri bambini ai nostri figli”.

Sicurezza e Ambiente

“Una città per essere sicura non basta dire videocamere, rapporto con i carabinieri o con la prefettura o con la Questura. Avere una città sicura vuol dire, innanzitutto, avere una città dove deve rifiorire il commercio, devi avere le serrande aperte, le luci in città, togliere il degrado. Avere una città sicura vuol dire soprattutto avere un centro storico che si riattiva, quando parlo del centro storico come albergo diffuso non è soltanto il fatto di creare economia in quella zona. Creare economia e avere una città che si riqualifica, che si rigenera. Vuol dire avere una città che è meno buia, più luce significa più sicurezza. Una città sicura deve essere vissuta, in questo modo si isola la delinquenza che diventerà marginale. La città è stata svuotata dai centri commerciali”.

Sulla questione ambiente, aggiunge “Per quanto riguarda, invece, la questione ambiente, continua De Prisco - io sogno una città ecosostenibile, con tante piante. Sono sottoscrittore di un patto con un'associazione per mettere 5 mila piante di 5 anni, quindi piantare mille alberi all’anno. Riqualificazione della villa comunale, polmone verde della città, riqualificazione del parco urbano. Sono tutte cose a cui io ci tengo in maniera particolare. Pure perché le polveri sottili ci stanno divorando, quindi dobbiamo mettere un freno.

Mercato ortofrutticolo e partecipate

“Il mercato ortofrutticolo è stato sempre lottizzato dalla politica, la vera rivoluzione è farlo gestire dagli operatori. Questa è la vera rivoluzione, loro sono consapevoli del mercato, loro dovrebbero pensare ad una diversificazione dei prodotti. Meno politica all’interno è già un fatto positivo. La politica deve entrare nella questione strutturale, per il resto devono vedere tutto gli operatori.
Per quanto riguarda le partecipate, invece, aggiunge “Ora abbiamo due società l’Aspa e Pagani Servizi se si riuscisse ad accorpare le due società sarebbe l'ideale. Sulla questione ciclo dei rifiuti come Pagani ambiente, io ho sempre detto che il cittadino deve avere la capacità di abituarsi a delle scelte. E’ vero che Pagani è più pulita da due anni, Su questo mi voglio rendere conto quando andrò, se andrò al comune, come sta la situazione perché, se il trend è positivo, allora vuol dire che è una città che si sta abituando a questo tipo di raccolta. Se, invece, i risultati non ci sono allora io personalmente sono per il porta a porta, l'isola ecologica e il borsino dei rifiuti, il rifiuto è un guadagno, non deve essere una spesa”.

Sulla scuola Manzoni

“Sulla Manzoni ho fatto fare uno studio ad un mio amico paganese, ingegnere specializzato soprattutto sulla staticità dei plessi, impegnato proprio per la ricostruzione di L'Aquila. Lui mi ha detto che le strutture costruite durante il ventennio sono le uniche, anche al terremoto di Abruzzo, che non sono cadute. Per cui non penso che il problema della Manzoni sia stata la staticità, piuttosto un problema di manutenzione. Sicuramente ho sempre detto che non ho in mente di creare grandi opere pubbliche ma per me la grande opera pubblica è il ripristino della Manzoni. Poi abbiamo una problematica, non sappiamo con i criteri ingegneristici moderni e con l'attuale legge se quella può essere una scuola, perché le scuole hanno come metro di valutazione un carico diverso rispetto ad altre destinazioni pubbliche della stessa struttura. Se è vero, quindi che non può essere scuola, può essere utilizzata tranquillamente con altra funzione”.

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