Sarno. Altra estate sprecata per la Terrazza “San Domenico”, nessuno vuole aprire un locale sul Saretto

07 Luglio 2020 Author :  

di Danilo Ruggiero

Un’altra estate sprecata per la Terrazza “San Domenico”, nessuno vuole aprire un locale sul Saretto. Era l’aprile 2019 quando, la Giunta municipale del Comune di Sarno, previa approvazione di un atto di indirizzo firmato dall'ex assessore all'urbanistica Emilia Esposito, annunciava la volontà di voler affidare in concessione uno dei posti più belli e suggestivi del borgo “Terravecchia, la Terrazza San Domenica. Ma, da allora, la procedura non è stata più portata a termine, presumibilmente per l’assenza di un interesse da parte degli imprenditori. Nello specifico, la terrazza che fa parte del complesso monumentale "San Domenico" sito a ridosso del monte Saretto, resterà chiusa per l’ennesima stagione estiva, la sesta consecutiva. Eppure, l’idea dell’amministrazione comunale del sindaco Giuseppe Canfora è sempre stata quella di realizzare nel bene, che si sviluppa su una superficie di 567 metri quadrati, più 46 metri del locale destinato a ristoro con altre pertinenze, (quali la scala di accesso e il giardino per un totale di 613 metri quadrati complessivi), delle attività socio-culturali, eventi, mostre, concerti, cineforum, convegni e piano bar. Ad oggi, gli avvisi pubblici ripetuti nel corso degli anni dal Comune non hanno ottenuto ancora un esito positivo. L’unica impresa interessata alla gestione della terrazza, per una durata di sei anni, fu nel 2016 la Peace srl, la quale fu anche l’unica a rispondere all'avviso dell’ente e a presentare un progetto di riqualificazione. All'istanza, poi, l’impresa non diede più riscontro e la procedura non è stata mai completata, poiché, alle richieste di integrazioni documentali, il provvisorio aggiudicatario non diede risposta nei modi e nei tempi indicati dall'Amministrazione. Il Comune di Sarno, dal suo canto, ha più volte precisato che il complesso San Domenico nella parte relativa alle Terrazze, non può essere gestito direttamente con proprio personale, stante la carenza di risorse umane e strumentali. Di certo, per ottenere l’interesse degli imprenditori, l’amministrazione potrebbe garantire una durata della concessione molto più lunga ,dati gli ingenti costi da ammortizzare per la riqualificazione e la messa in sicurezza dell'area. Infine, sempre in tema di beni pubblici, ieri mattina vi è stata la riapertura di Palazzo Capua. Dopo oltre tre mesi di chiusura per fronteggiare l’emergenza Covid-19, riapre al pubblico il Museo Archeologico Nazionale Valle del Sarno.

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