Il Comitato Etica, Salute e Vivibilità, coordinato da Agostino Ingenito, esprime forte preoccupazione dopo le notizie emerse in queste ore circa la presenza di solventi cancerogeni nelle acque sotterranee di diversi territori della Campania.
Secondo uno studio dell’Università Federico II, sarebbero stati rilevati superamenti dei limiti di legge di tricloroetilene (TCE) e tetracloroetilene (PCE) in varie aree delle province di Napoli, Caserta, Salerno e Avellino, con verifiche urgenti richieste dalla Regione Campania alle ASL competenti. Tra i territori citati anche Angri, Sarno e Scafati, oltre ad aree vesuviane e della cosiddetta Terra dei Fuochi.
“Non intendiamo alimentare ulteriori allarmismi – dichiara Agostino Ingenito – ma riteniamo doveroso chiedere massima trasparenza, controlli immediati e informazioni chiare ai cittadini. Le famiglie, le imprese, gli operatori agricoli e le comunità locali hanno diritto di sapere se esistano rischi reali per la salute pubblica e quali azioni siano state attivate per garantire la sicurezza delle condotte e delle reti idriche”.
Il Comitato chiede pertanto:
verifiche tempestive e pubbliche sulla qualità delle acque;
monitoraggi continui sulle falde e sulle reti idriche;
comunicazioni ufficiali e comprensibili ai cittadini;
un intervento immediato dell’Ente Idrico Campano;
chiarimenti specifici da parte di GORI
per l’Agro Nocerino-Sarnese e l’area vesuviana, territori particolarmente sensibili per densità abitativa e attività produttive.
“Serve rassicurare concretamente le comunità – conclude Ingenito – attraverso dati pubblici, analisi indipendenti e interventi strutturali. La tutela della salute deve essere una priorità assoluta”.
Le notizie diffuse nelle ultime ore parlano di verifiche integrate sanitarie, ambientali e agroalimentari richieste dalla Regione Campania dopo gli studi della Federico II, ma da parte degli enti gestori non emergono ancora chiare informazioni e adeguato supporto alle comunità del territorio.