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Liste d’attesa all'Azienda Ruggi di Salerno, Polichetti (Udc): «Stop alle visite private dove il pubblico non garantisce i tempi»

11 Agosto 2026 Author :  

Stop immediato alle prestazioni private a pagamento nei reparti in cui il Servizio sanitario nazionale registra tempi di attesa insostenibili, e obbligo per il personale medico di concentrare prioritariamente l'attività sulle prestazioni convenzionate per smaltire le liste d'attesa.

È questo il deciso richiamo lanciato da Mario Polichetti, responsabile nazionale del Dipartimento Salute dell’Udc, all'indirizzo della direzione generale dell'Azienda ospedaliero universitaria "San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona" di Salerno. L'esponente dell'Udc si rivolge al neo insediato direttore generale, Nicola Cantone, affinché intervenga con fermezza per mettere fine a una prassi definita deleteria per i cittadini e per le casse pubbliche. «I medici del Servizio sanitario nazionale hanno il dovere di lavorare in primis per azzerare le liste d'attesa pubbliche attraverso le visite con ricetta medica - dichiara senza mezzi termini Mario Polichetti -. Soltanto una volta garantito questo obiettivo prioritario, la direzione generale potrà eventualmente autorizzare le visite private. Consentire l'attività a pagamento laddove le liste per una visita pubblica sono chilometriche rappresenta una vera e propria truffa ai danni del contribuente, costretto a pagare due volte per ottenere un servizio essenziale. Il presidente Fico ha puntato tutto sulla riduzione delle liste d'attesa, ponendo questo parametro come vincolante anche per la riconferma dei direttori generali. È inaccettabile che vi siano medici dipendenti che non garantiscono la dovuta operatività all'interno dell'ospedale pubblico per poi comparire in studi ed enti privati a pagamento, facendo di fatto concorrenza alla struttura sanitaria da cui dipendono e condizionando l'accesso ai ricoveri. Questo meccanismo distorto va stroncato immediatamente».

Polichetti conclude rivolgendo un appello formale al nuovo vertice dell'Azienda di via San Leonardo: «Chiediamo al direttore generale Nicola Cantone un atto di coraggio e di trasparenza: i direttori blocchino le visite private laddove la sanità pubblica non riesce a garantire i tempi previsti dai livelli essenziali di assistenza. I dipendenti devono lavorare prima di tutto per il proprio datore di lavoro pubblico. Il sistema non può tollerare scorciatoie sulla pelle e sui portafogli dei pazienti».