SARNO - “ Sui numeri si risponde con i numeri, agli atti con gli atti e alle scelte politiche si contrappongono alternative politiche” . È quanto afferma Maria Rosaria Aliberti, esponente di Forza Italia, intervenendo nel dibattito sviluppatosi negli ultimi giorni sull’aumento della TARI e sui toni assunti dal confronto politico cittadino.
“Nelle ultime settimane ho scelto di restare fuori dal dibattito politico cittadino. Ho letto, osservato e preferito non aggiungere parole alle tante che già riempiono quotidianamente i social. Ma c’è un momento in cui anche scegliere di parlare diventa una responsabilità.
In questi giorni si sta discutendo molto dell’aumento della TARI. Ed è giusto che sia così.
Parliamo di una questione che incide concretamente sulle famiglie e sulle attività economiche della nostra città e che, proprio per questo, meriterebbe un confronto serio, documentato e soprattutto utile.
Ho letto le diverse posizioni espresse. C’è chi sostiene che l’aumento di oggi trovi origine nelle scelte compiute negli anni precedenti, quando una parte dei costi veniva contenuta attraverso altre risorse del bilancio comunale. C’è chi rivendica quella scelta come uno strumento utilizzato per non gravare ulteriormente su cittadini e imprese. E c’è chi ricorda di averne segnalato già allora i possibili effetti negli anni successivi.
Sono posizioni sulle quali si può discutere. E si deve discutere.
Ma sui numeri si risponde con i numeri. Agli atti si risponde con gli atti. Alle scelte politiche si contrappongono alternative politiche.
La domanda che interessa davvero ai cittadini non è chi abbia avuto l’ultima parola sui social. La domanda è: cosa avremmo fatto e cosa intendiamo fare perché il costo del servizio diminuisca, perché l’evasione venga contrastata, perché la riscossione funzioni e perché a pagare non siano sempre gli stessi?
È questo il confronto che sarebbe utile alla città.
E invece una discussione nata sulla TARI è rapidamente scivolata altrove: giudizi personali, vecchie competizioni elettorali, allusioni, insulti e inviti a tacere.
Non condivido questo modo di fare politica, da qualunque parte provenga.
Ma proprio perché alcune di quelle parole provengono da esponenti del mio stesso partito, sento il dovere di essere ancora più chiara.
L’appartenenza a un partito non è una cambiale in bianco. E la lealtà non è complicità nel silenzio.
Essere parte della stessa comunità politica significa anche avere il coraggio di dire quando si sbaglia. Anzi, significa pretenderne di più.
Da Forza Italia mi aspetto un linguaggio e un comportamento all’altezza della storia e della cultura politica che diciamo di rappresentare. Non mi riconosco in una politica che sostituisce agli argomenti gli insulti personali. Non mi riconosco nel “ti brucia”, nel “puoi tacere”, né nell’idea che un risultato elettorale possa essere utilizzato per stabilire chi abbia diritto di parola e chi no.
Anche parole come “stupidaggini”, “sciacallaggio”, “politici rampanti” e l’invito al “religioso silenzio” contribuiscono ad abbassare il livello del confronto. E non diventano più accettabili soltanto perché accompagnano argomentazioni di merito.
Gli inviti a tacere, da qualunque parte arrivino, appartengono a una concezione della politica che non è la mia.
Nessuno deve tacere. Semmai tutti dovremmo imparare a parlare meglio.
E soprattutto dovremmo tornare a rispondere nel merito.
Perché il consenso ricevuto o non ricevuto in un’elezione non determina il valore di un argomento. In democrazia un’obiezione non diventa meno vera perché chi la formula ha preso pochi voti, così come non diventa vera perché a formularla è chi ne ha presi molti.
Gli argomenti si confutano. Le persone si rispettano.
E questo dovrebbe valere ancora di più oggi.
Sarno sta attraversando una delle fasi istituzionalmente più delicate della propria storia. Una città il cui Consiglio comunale è stato sciolto e che oggi è amministrata da una Commissione straordinaria dovrebbe imporre a tutti noi una responsabilità in più, non una ragione in più per dividerci.
E proprio per questo trovo ancora più incomprensibile assistere a una politica che sembra già impegnata a regolare vecchi conti o a preparare i prossimi, mentre la città avrebbe bisogno di ben altro.
Prima ancora di domandarci chi sarà candidato domani, quali saranno gli schieramenti e chi vincerà o perderà la prossima competizione, dovremmo chiederci quale contributo stiamo dando oggi per ricostruire fiducia e credibilità.
Perché un partito non si rende credibile soltanto con i comunicati, con le sigle o rivendicando appartenenze. La credibilità si conquista con i comportamenti.
Possiamo avere idee diverse. Possiamo discutere duramente. Possiamo contestare le scelte di ieri e quelle di oggi.
Ma dobbiamo tornare a farlo parlando dei problemi e delle soluzioni.
Perché Sarno non ha bisogno di una politica che alzi la voce.
Ha bisogno di una politica che alzi il livello”