Sarno non ha bisogno di medaglie, ma di un’idea di futuro
Maria Rosaria Aliberti, ex consigliere comunale di Forza Italia, interviene nel dibattito sul Piano delle priorità approvato dalla Commissione straordinaria e invita la politica a guardare oltre la “paternità” delle opere: «La sfida sarà costruire un’idea seria di Sarno per i prossimi dieci, vent’anni»
«Possiamo smettere di discutere di chi siano le opere e cominciare a discutere di quale città vogliamo costruire?
Perché, francamente, credo che oggi il punto sia questo.
Negli ultimi giorni il Piano delle priorità approvato dalla Commissione straordinaria ha riaperto il confronto sulla “paternità” delle opere pubbliche: chi le ha pensate, chi le ha progettate, chi ha ottenuto i finanziamenti, chi le ha inserite per ultimo nella programmazione.
Gli atti diranno sempre chi ha fatto cosa. E la prosecuzione di un’opera non assolve né condanna politicamente nessuno.
È una discussione che possiamo continuare all’infinito. Ma temo che, alla fine, Sarno sarebbe esattamente al punto di partenza.
Perché mentre discutiamo su chi possa rivendicare un progetto o un finanziamento, resta senza risposta la domanda che dovrebbe interessarci davvero: dove vogliamo portare questa città?
Le opere pubbliche non sono medaglie da appuntarsi sul petto. Contano quando vengono realizzate, quando funzionano, quando migliorano concretamente la vita delle persone.
E soprattutto un elenco di opere, per quanto importanti, non è ancora un’idea di città.
La gestione straordinaria avrà il suo termine. Ed è proprio pensando a ciò che verrà dopo che dovremmo cominciare a chiederci quale Sarno vogliamo costruire.
Una città nella quale i nostri ragazzi abbiano voglia di restare. Una città più vivibile, più attrattiva, più sicura. Una città capace di creare opportunità, valorizzare il proprio territorio, offrire servizi migliori e recuperare fiducia nelle proprie istituzioni.
E soprattutto una città che, quando la politica tornerà ad amministrare, non ricominci esattamente da dove aveva lasciato.
A quel punto conterà poco stabilire chi avesse ragione nell’ennesima polemica o chi potesse rivendicare la paternità di questa o quella opera.
La sfida sarà molto più grande: costruire un’idea seria di Sarno per i prossimi dieci, vent’anni».
È questo, dunque, il messaggio lanciato da Maria Rosaria Aliberti: spostare il confronto dalla rivendicazione delle opere alla visione complessiva della città. Un invito a utilizzare la fase di gestione straordinaria non soltanto per completare o programmare interventi, ma anche per interrogarsi sulle prospettive future di Sarno e sulle priorità che dovranno guidare la prossima stagione amministrativa.