Il fiume Sarno deve tornare a respirare, e la spinta decisiva questa volta arriverà direttamente dalle comunità locali. L’onorevole Francesco Emilio Borrelli ha lanciato una mobilitazione senza precedenti per dare vita alla più grande mappatura mai realizzata degli scarichi illegali e tossici che continuano ad avvelenare uno dei corsi d'acqua più inquinati d'Europa. Un’azione autonoma, indipendente e guidata dal basso, nata dalla necessità di superare l'immobilismo che per decenni ha caratterizzato la gestione del bacino idrico.
«In troppi sono collusi, conniventi o silenti per precisi interessi economici e politici», ha denunciato con fermezza Borrelli, spiegando le ragioni che hanno spinto il suo gruppo a intraprendere una strada alternativa a quella delle istituzioni locali, spesso percepite come distanti o inefficaci. L'obiettivo dichiarato è chiaro ed ambizioso: raccogliere prove inconfutabili attraverso la partecipazione attiva della cittadinanza per poi presentare una "super denuncia" dettagliata alle procure della Repubblica competenti.
Per trasformare questa iniziativa in realtà, i residenti dei territori bagnati dal Sarno sono chiamati a diventare i veri e propri "guardiani del fiume". Il canale di comunicazione prescelto per coordinare la sorveglianza collettiva è un numero di telefono WhatsApp dedicato (**334 8609229**), al quale chiunque può inviare segnalazioni in tempo reale, corredate da foto e video di scarichi sospetti, sversamenti abusivi o anomalie del flusso idrico.
«Un fiume più pulito significa una comunità più forte e un territorio più sano», conclude l'appello di Borrelli. La battaglia per la legalità e la salute pubblica nel bacino del Sarno è ufficialmente aperta, e questa volta saranno i cittadini in prima persona a firmare la denuncia contro gli avvelenatori dell'ambiente.